giovedì 16 gennaio 2014

Polemica AIAS variante urbanistica a Piazza Armerina

Il Sindaco di Piazza Armerina, Dott. Filippo Miroddi, potrebbe essere incappato nel primo degli incidenti politici in Consiglio Comunale dopo la rottura della coalizione che lo ha sostenuto sino a un paio di mesi fa. 

I fatti. 

L'AIAS di Piazza Armerina, l'associazione per l'indipendenza, l'autonomia e la sicurezza dei disabili vuole costruire un centro per l'assistenza ai disabili su un terreno in Contrada Scarante di Piazza Armerina.  
Il terreno però si trova in un'area non prevista dal piano regolatore generale per l'edificazione. Il Sindaco e la Giunta quindi chiedono al Consiglio Comunale una variante al piano regolatore. 
Il Consiglio Comunale però non l'approva per effetto dell'astensione di molti consiglieri. 
Miroddi amareggiato dal rifiuto che ritiene immotivato scrive e fa pubblicare una lettera di fuoco nella quale da dell' ignavo ai consiglieri astenutisi, senza troppi giri di parole, chiama in campo Dante Alighieri, Maria Teresa di Calcutta, il senso civico, l'educazione genitoriale. 
Per chi conosce Filippo Miroddi quanto egli scrive pare sopra le righe, uno stile duro e diretto che si fa fatica a credere essere suo.     Conclude prospettando di portare i disabili in Consiglio, di non arrendersi, di essere deciso a riproporre la delibera e richiedendo le motivazioni dell'astensione. 
La replica non si fa attendere e otto consiglieri comunali il giorno dopo- cioè oggi - respingono al mittente le accuse di ignavia e le altre e replicano nel merito dicendo che il piano regolatore vigente prevede le zone dove possono essere edificati centri di assistenza come quelli voluti dall'AIAS e che edificare senza regole sarebbe foriero di modifiche e disastri ambientali (frane, smottamenti, allagamenti) senza contare  il non uso di quei servizi ( io immagino principalmente fogne, illuminazione pubblica, strade ) forniti dalla Città. 
Ora, a meno che la zona in questione sia inedificabile tecnicamente, cioè ci siano stati geologi, urbanisti, ingegneri che abbiano certificato o potrebbero certificare che la zona non può essere usata per edificare, non è né impossibile né illegale deliberare una variante al piano regolatore generale urbanistico, anche molto limitata per evitare speculazioni sul valore dei terreni in zona e contenente prescrizioni specifiche. E' la legge che prevede la possibilità della variante al piano regolatore disciplinandola. 
L'interesse fatto valere, in questo caso, non sembrerebbe strettamente privato in considerazione delle finalità legate al diritto alla salute che la città, intesa come comunità, ha il dovere di assicurare. 
Non si può certo dire, infatti, che la nostra città abbia particolare attenzione per i livelli essenziali di assistenza (L.E.A.) né quando consideriamo le autorità cittadine, né quando consideriamo le autorità sanitarie. Comune ed ASP sono talvolta insufficienti e altre ancora latitanti sul punto. 
Le preoccupazioni espresse dai consiglieri - se non sono dettate da calcoli di bottega di partito- possono essere ben ammesse ed accolte, se ragionevoli, dall'amministrazione cittadina, con tutte le garanzie e i controlli necessari da parte dello stesso Consiglio Comunale.

Articolo 10, comma 6°, Legge n. 104 del 1992.
L'approvazione dei progetti edilizi presentati da soggetti
pubblici o privati concernenti immobili da destinare alle comunita'
alloggi ed ai centri socio-riabilitativi di cui ai commi 1 e 3, con
vincolo di destinazione almeno ventennale all'uso effettivo
dell'immobile per gli scopi di cui alla presente legge, ove
localizzati in aree vincolate o a diversa specifica destinazione,
fatte salve le norme previste dalla legge 29 giugno 1939, n. 1497, e
successive modificazioni, e dal decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431,
costituisce variante del piano regolatore. Il venir meno dell'uso
effettivo per gli scopi di cui alla presente legge prima del
ventesimo anno comporta il ripristino della originaria destinazione
urbanistica dell'area.





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