lunedì 27 gennaio 2014

Legge elettorale regime blindato

Si sta facendo di tutto per impedire di rinegoziare i trattati europei, compreso quello dell'Euro. La blindatura più forte è la legge elettorale voluta da Berlusconi-Renzi. Un nuovo sistema elettorale maggioritario come quello precedente che in ogni caso assicurerà la maggioranza e quindi il governo a un partito non anti-europeista, come è accaduto sino ad oggi. 
Si è già blindata la Banca d'Italia, il Bilancio dello Stato con l'obbligo del pareggio di bilancio, la RAI e la stampa blindatissime da sempre, adesso tocca al sistema elettorale. Il previsto collegio unico nazionale e l'assenza di preferenze favorirà la nomina di un Parlamento mansueto rispetto al tema strategico dell'Europa. Il collegio unico nazionale significa che i resti, cioè i voti che non attribuiscono il seggio pieno a un partito in un determinato collegio, verranno attribuiti al partito che ha la percentuale dei voti più alta a livello nazionale, contemporaneamente la soglia di sbarramento impedirà ai piccoli partiti di entrare in Parlamento ma i loro seggi potenziali confluiranno nel collegio unico nazionale e verranno "sparititi" dai partiti più grossi. In più, il premio di maggioranza o al primo o al secondo turno andrà al partito che ottiene su base nazionale anche un solo voto in più rispetto agli altri. 
E' del tutto evidente che questo sistema elettorale favorisce il PD e suoi alleati. 
La circostanza che Berlusconi desideri la vittoria del PD è significativa. Sapendo di non poter vincere, di essere fuori da qualsiasi gioco, ha designato il PD come regnante. Non può vincere al primo turno, non arriva al ballottaggio, non può concludere accordi elettorali per il ballottaggio perchè col maggioritario chi vince non ha bisogno dei suoi seggi in Parlamento. Non c'è una ragione apparente che spieghi perchè preferisce avvantaggiare il PD. 
Berlusconi  ha sempre scelto di sostenere le politiche filo-europee e a chiacchiere di rinnegarle. I peggiori trattati, i più pesanti per l'Italia portano la sua firma. Ha sostenuto il governo Monti ed è stato determinante: Monti è una creatura politica europea che non sarebbe né nata né sopravvissuta senza i voti  di Berlusconi. Le sue aziende pesano molto in queste scelte politiche filo-europeiste. L'Euro ha favorito la sua holding che è fatta anche di banche e compagnie d'assicurazione e che nell'editoria ha un vantaggio competitivo sia per le posizioni dominanti che occupa, sia perchè importa dall'estero a costi più competitivi rispetto al mercato interno -che infatti non ha mai implementato con investimenti-. I suoi principali clienti-produttori sono all'estero o hanno dall'estero partecipate in Italia. 
Berlusconi è un pilastro del sistema europeistico italiano e lo è dal suo punto di vista per ragioni di pura convenienza economica e finanziaria. Il complicato intreccio di debiti finanziari del suo gruppo si regge sulla stabilità dell'Euro e la stabilità dell'Euro si regge sulla carne e sul sangue di Italiani, Greci, Spagnoli, Portoghesi. Non ha mai avuto dubbi: tra le sue aziende e gli italiani ha sempre preferito le prime. 
La ragione che lo costrinse alle dimissioni fu la sua inaffidabilità a livello europeo. Chiedeva dilazioni, e deroghe al tavolo dell'unione europea, rallentava e procrastinava volutamente le misure che la UE richiedeva, per evitare di perdere consenso e governo. Paradossalmente è proprio quello che gli è successo, ha perso consenso e governo, la sua strategia politica è stata un errore per sé, per il suo partito e per gli italiani. E' quindi chiaro che le holding di Berlusconi non hanno alcuna voglia di creare crisi in Europa rinegoziando trattati e mettendo in pericolo la stabilità dell'Euro. 
Il rischio che una crisi europea possa accadere sta nella possibilità della vittoria politica del Movimento 5 Stelle. Il sistema elettorale, come altri strumenti già esistenti, ha lo scopo di blindare il regime.

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