venerdì 3 gennaio 2014

Adesso tocca all'Italia.

Dopo Grecia e Cipro adesso tocca al Portogallo. Il governo portoghese ha deciso il prelievo forzoso sulle pensioni. La follia delle politiche del rigore non si ferma. Risanare i conti pubblici con i risparmi e i redditi dei privati significa impoverire un popolo. E' quello che già accade da ormai 5 anni in Italia. Ma della ripresa nessuna traccia. 
Presto sarà il turno dell'Italia, i prossimi saranno i pensionati italiani, già gli stipendi pubblici sono bloccati da anni ma non basta. Le forze politiche italiane marciano compatte verso il disastro. Hanno respinto ogni idea di solidarietà verso la parte più debole del paese, hanno respinto persino un serio contributo di solidarietà delle pensioni più alte -quelle da decine di migliaia di euro al mese- che non corrispondono ai contributi effettivamente versati dai loro beneficiari. 
Le piccole imprese prevedono di chiudere nei prossimi due anni. Un disastro sociale ed economico. E se quest'anno ci diranno che il PIL ha il segno positivo- se davvero accadrà per qualche decimale sopra lo zero- sarà un'altra truffa. Siamo destinati ad estinguerci. I più prestigiosi marchi italiani sono stati comprati da holding straniere.
Mentre un popolo di rimbecilliti, storditi, disinformati e depistati da giornali e TV finanziati o controllati dal potere politico, sta a guardare la prossima puntata della sua vita, divertendosi ed appassionandosi a commentare la farsa di sé stesso con gli "ah, come gliele ha cantate sta sera a Ballarò",  e i "adesso col nuovo segretario la politica cambierà", mentre accade tutto questo il paese vero muore. In fondo lo stipendio è il panem e giornali e le TV  finanziati dal potere politico sono il circenses. 
Non ci sarà nessuna ripresa che riporterà le cose come prima. Nessun patrimonio usato per far fronte alla crisi riavrà lo stesso valore di prima. Non ci saranno pensioni in futuro per le giovani generazioni. Ci vorrebbero decisioni ragionevoli e radicali per uscire da quest'incubo, ma per far questo occorre la materia prima, gente onesta. Merce rara che non arriva sul mercato del potere politico. Il paese che ha la stragrande maggioranza dei beni culturali del pianeta è rovinato al 59 posto nella libertà di informazione e le sue Università non sono nei primi 150 posti. Come si può pensare che senza conoscere si possano per lo meno affrontare i problemi? Dopo 70 anni abbiamo perso la nostra terza guerra mondiale e questa volta diventeremo di fatto e di diritto una colonia. Le stesse persone che prima previdero e ci spiegarono i vantaggi dell' Europa, oggi ci spiegano perchè l'Europa non ha funzionato. 














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