giovedì 12 dicembre 2013

Sinistre divise Ingroia appoggia la protesta

Mentre si sta protestando nelle piazze, strade e autostrade italiane, le organizzazioni politiche e sindacali, che un tempo- ma tanto tempo fa- rappresentavano il disagio delle classi deboli, non capiscono. Per la segretaria della CGIL non si possono invocare idee che abbiano a che fare con forme autoritarie e violente. Parole che messe a confronto con quelle di Patrizia Badii, una delle donne che coordina la protesta, sembrano uscite da un libro di storia dell'ottocento, parole morte. Invece per l'Unità e Repubblica giorno per giorno viene rappresentata l'idea che dietro la protesta ci sarebbero i fascisti di casa Pound e Forza Nuova. Non mancano anche quelli che pensano a un complotto berlusconiano congegnato con Grillo ed eseguito da fascisti poche ore dopo la decadenza del famigerato senatore. Anche qui sarebbe difficile spiegarsi come la più esigua minoranza tra le minoranze da prefisso telefonico intercontinentale possa far muovere milioni di italiani e non riesca a far muovere la matita nei seggi. Più originale invece sembra Ingroia secondo cui è evidente che per qualcuno il malcontento sociale ha ragione di essere solo quando sventola la sua bandiera e aggiunge di non volere cadere nel tranello di chi vuole politicizzare la protesta di un popolo - l'unico a usare questa parola, popoloper screditarla evocando lo spettro dei fascismi. I parlamentari renziani, invece, la mettono sul siamo-con-voi-avete-ragione ma noi siamo nuovi e quindi dateci-tempo-metteteci-alla-prova.
Sta di fatto che la o le sinistre politiche e sindacali  in piazza non solo non ci sono più da tempo perchè incapaci di mobilitare il popolo, ma non ci sono più, punto.
E a proposito delle accuse di infiltrazioni di estremisti, berlusconiani e pentastellati significativa appare la risposta data a Torino da uno dei coordinatori della protesta  (54° secondo del video).







Archivio blog