giovedì 12 dicembre 2013

Nuove parole

Nelle piazze italiane circolano nuove parole da qualche giorno. Sovranità monetaria, dominio delle banche, trattati europei, fiscal compact, svenduti alle banche, svenduti alla Germania, siamo governati dalle banche, dalle lobby, ci hanno rubato il futuro, stiamo distruggendo i risparmi delle nostre famiglie, dei nostri padri, dei nostri nonni.
Vorrei che ci riflettessimo. Non sono parole sentite nel salotto di Bruno Vespa, e più in generale neppure nelle altre rispettabilissime trasmissioni fatte da persone "per bene", professoroni universitari, dignitari di corte in giacca e cravatta. Neppure sui giornali. 
Anche l'abbigliamento di quanti sono in piazza e nelle strade appare stridere con le belle mise di parlamentari, soubrette e  affini.
Sono parole che arrivano per lo più dal web e a pronunciarle sono persone giovani. Dal web è arrivato un movimento politico che inquieta i partiti tradizionali. Dal web arriva il denaro elettronico, il bit-coin che inquieta le banche centrali. 
La nostra storia non sta cambiando, è già cambiata. Poco importa quanto durerà questo governo appena fiduciato da un Parlamento largamente sfiduciato dalla popolazione- ed eletto con una legge incostituzionale-. Questo appartiene alla cronaca. Come alla cronaca apparterranno gli ultimi colpi di coda non di una classe politica. No, saranno gli ultimi colpi di coda di una vecchia cultura appartenente ad una vecchia società. Nell'antica Roma degli Imperatori arrivarono nuove parole, nuove idee. Da quel momento cominciò il declino, non per le invasioni, e poco dopo, l'Impero si dissolse e al Colosseo finirono col pascolarci le pecore.

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