mercoledì 24 settembre 2008

Smaltimento rifiuti solidi urbani, un'idea nuova, il THOR..

A San Marco D’Alunzio, nei pressi di Terranova, in Provincia di Messina, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, un Ente Pubblico Italiano di ricerca che ha avuto tra i suoi massimi dirigenti in passato il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia) sta sperimentando una nuova tecnologia di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il sistema si chiama THOR, come il Dio Scandinavo, ed è una tecnologia, allo studio da 10 anni e disponibile da 5 anni, con relativo macchinario coperto da brevetto, il cui autore è il prof. Paolo Plescia del CNR. I rifiuti solidi urbani indifferenziati- quelli dei cassonetti per intenderci- vengono polverizzati e ridotti a particelle di ca. dieci millesimi di millimetro e differenziati direttamente dall’impianto ottenendo vetro, metallo, scarti tossici e, per tre quinti, un combustibile dal potere calorico pari a quello della migliore qualità di carbone, utilizzabile per l’alimentazione delle caldaie a vapore per il riscaldamento. Il sistema durante il processo di trattamento è in grado di spezzare delle molecole pericolose (tipo antracene, policlorobifenile- PCB- ecc.). Inoltre dal combustibile ottenuto può ulteriormente ottenersi un olio combustibile impiegabile nei motori diesel che utilizzano combustibile biodisel (olio di colza e simili). Il nuovo impianto permette di evitare lo stoccaggio dei rifiuti indifferenziati e quindi non ha bisogno di discariche. Non emette gas né cattivi odori ma solo vapore acqueo. Può essere anche montato su camion o navi e allocato ovunque ci sia una emergenza e necessita di una piccola area di ca. 300 mq.- un quadrato di 17 m. x 17 m.- per il suo esercizio. Si alimenta con lo stesso combustibile prodotto (che costa meno della metà di qualsiasi altro combustibile prodotto dagli impianti di trattamento dei rifiuti esistenti). Un impianto del genere, per una città di 20.000 abitanti, costa meno di 2 milioni di Euro e ogni tonnellata di combustibile ottenuto costa ca. 40 Euro. Un sistema del genere, ripeto se fosse tutto verificato come stanno facendo nell’impianto pilota funzionante in Sicilia, potrebbe fare a meno anche della raccolta differenziata e dei suoi costi. La stessa raccolta dei rifiuti dai cassonetti e trasporto verso l’impianto THOR avrebbe un abbattimento geometrico dei costi. Naturalmente non ne parla nessuno. E quando dico nessuno voglio dire dei Bruno Vespa, degli Enrico Mentana, dei giornali, dei radiogiornali e dei telegiornali. Solo qualche breve flash, veloce veloce, in modo che nessuno possa rifletterci su e capire che, se è tutto vero, siamo di fronte ad una delle invenzioni del secolo capace di risolvere problemi ambientali ed energetici che per un Paese come il nostro sono davvero ardui e gravi. Senza trascurare che siamo anche di fronte ad una tecnologia tutta italiana con prospettive di mercato mondiale inimmaginabili e relative ricadute occupazionali. Qualcosa però mi dice che la compreremo a caro prezzo dall’estero tra qualche anno. In fondo anche Guglielmo Marconi l’inventore della radio dovette andare all’estero per sviluppare industrialmente il suo brevetto. Viene in mente anche Meucci che il telefono lo inventò prima di Bell. E viene pure in mente che sono stati dati in appalto miliardi di Euro ai soliti noti per la costruzione degli impianti per il trattamento dei rifiuti e per i termovalorizzatori. Sarà forse per questo motivo che l’editoria italiana pubblica e privata che guarda caso è controllata dai soliti noti, sempre gli stessi, non ne parla. Non sta bene perdere un affare privato multimiliardario e guadagnare in termini di tutela dell’ambiente, della salute e dell’economia, tutte cose collettive, pubbliche, non private. Il mercato è mercato. Eppure i sindaci che stanno sulle spine per la questione dei rifiuti in Sicilia, un occhio dovrebbero buttarlo a queste questioni. E magari una gita a Terranova e qualche telefonata (Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it) potrebbero chiarire meglio le idee. E poi chissà.