sabato 23 febbraio 2008

I giardini di noccioli

Il nostro territorio un tempo era ricchissimo di noccioleti tanto che un vecchio proverbio dice: “A Ciazza fimm’ni e nuciddi”.
In una sua ricca monografia Ferdinando Alfonso (1886) afferma che il nocciolo fu introdotto in Sicilia durante la dominazione araba.
Secondo il prof. Alberghina del dipartimento di ortofloroarboricoltura dell’Università di Catania, gli Arabi non esportarono il nocciolo poiché esso non predilige i climi molto caldi e sostiene invece che la coltivazione del nocciolo potrebbe risalire al periodo tardo-imperiale romano. Le sue dirette indagini (1970) eseguite nel territorio piazzese, nella vallata sovrastante la Villa Romana del Casale, hanno riscontrato una ricchezza di germoplasma mai vista altrove.
Diplomi e Atti di vendita (prime testimonianze scritte in Sicilia sul nocciolo) risalenti al periodo normanno ci dicono,implicitamente, che con gli Arabi la nocciolicoltura di Piazza crebbe sempre di più spostandosi dalla vallata di Fiume di Giozzo (dove nacque) anche in altri feudi dello stesso territorio. Poi con i Normanni e le successive dominazioni giunse nel palermitano ( Polizzi Generosa). Particolarmente importante tra le varie specie fu “a Chiazzis” cioè la varietà botanica tipica di Piazza Armerina.
Oggi attorno a Piazza esiste il bellissimo bosco Bellia ricco di pini, pioppi, ma è l’eucalipto l’albero principe. Da un piccolo libro di R.Roccella Calarco (Dai Sicani ai Normanni, 1954) si apprende che l’eucalipto, come il pioppo, matura nel nostro territorio con quattro anni di anticipo rispetto ad altri posti cioè in otto più che in dodici anni. E’ questo il motivo per cui il prof. Aldo Pavari dell’Università di Firenze allora preferì la nostra zona ad altre per la relativa coltura.

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