giovedì 3 gennaio 2008

Alluvioni

Alluvioni

Qualche mese fa, sul sito di piazzagrande apparve un articolo a firma di Pino Maniscalco (i.e. Avv. Giuseppe Maniscalco ) sui problemi idrogeologici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. In quell’articolo si parlava del progetto di copertura della Villa e di come quel progetto non tenesse conto nè delle raccomadazioni dell’Unesco in materia di salvaguardia del sito, nè della storia del sito archeologico e dei suoi ripetuti disastri alluvionali subiti, nè delle caratteristiche idrogeologiche del territorio armerino che lo qualificano come un territorio a rischio. Tutte cose messe in evidenza da uno studio dell’ Enea pubblicato qualche anno fa. Quegli studi dell’Enea avevano come obbiettivo la valutazione del rischio idrogeologico della Villa, e partivano da uno studio generale sul territorio di Piazza Armerina. Da quello studio appare evidente che il territorio e la stessa città sono a rischio. Possiamo anche aggiungere che i mutamenti climatici (soprattutto quelli che interessano l’intensità della pioggia) peggiorano notevolmente la situazione generale del territorio armerino. Pur non essendo dei tecnici, si può ragionare sulla questione e ipotizzare che l’incremento del rischio (minori precipitazioni totali in un anno, minori giorni e ore di pioggia ma molto molto più intense) finisce con l’aumentare il pericolo per gli edifici più vecchi situati nei quartieri più antichi della città. Cioè finisce per aumentare il pericolo per il patrimonio architettonico della città. Non è solo un caso fortuito, forse, il crollo di muri e tetti di chiese ed edifici privati del quartiere Castellina e Monte, verificatosi nel dicembre del 2007.