martedì 22 agosto 2017

Medio Evo turistico

L’utilizzo di internet si conferma essenziale per il turista. Secondo i dati del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo oltre il 90% di coloro che dispongono di un accesso ad internet usano il web per fare turismo.
Nella fase di pianificazione di un viaggio, per esempio, lo utilizza l’80% e nella fase di fruizione quasi il 60% per valutare attività e servizi. E il 40% crea direttamente sul Web un nuovo contenuto e lo condivide.

L'esperienza più semplice è quella di Maps di Google. Si cerca o ci si trova in una località e l'applicazione ci consente di trovare nelle vicinanze quello che si desidera: chiese, musei, ristoranti, alberghi, gommisti, meccanici ecc. ecc. Se chi crea l'inserzione è attento allora fornisce tutte le informazioni utili (contatto telefonico, orari di apertura, caratteristiche, link a pagine web dettagliate, ecc. ecc.). E se le informazioni inserite sono accurate e veritiere ci sono anche le recensioni degli utenti, ulteriore e decisivo fattore per decidere.

Lo sviluppo di questi servizi "di rete" è destinato ad espandersi quantitativamente (sempre più persone lo useranno) e qualitativamente perchè conterrà più dettagli e servizi.
Il tutto funziona così adesso e funzionerà in futuro senza mediazioni (niente richieste di informazioni ad info-point, gestori di struttura alberghiera, agenzie di viaggio o altro). Il turista direttamente cerca, conosce, valuta, decide.

Questo cambia anche le strategie di promozione turistica per gli operatori e gli enti pubblici interessati.

La paginetta Web o Facebook che racconta un luogo, un monumento, una chiesa, un museo o una struttura ricettiva ha poco senso se non è collegata con i servizi di geo-localizzazione (attraverso i quali è raggiungibile molto più facilmente), con i servizi online di prenotazione e quelli di pagamento. Anche la vendita/distribuzione di biglietti di ingresso a luoghi di interesse rientra in questa strategia. Per esempio, se so che per vedere il Palio dei Normanni devo fare la fila o devo farmi raccomandare e non conosco nessuno, allora a vedere la Giostra del Saracino che è l'evento centrale del Palio non ci vado. E se ci vado e scopro solo lì che c'è da prendere un biglietto, avrò un giudizio negativo sulla gestione dell'evento ed esprimerò una recensione negativa. Così come sarò meno propenso ad andare in un museo che non è attrezzato in questo modo ed è molto visitato e ben recensito.

Le diverse reti e piattaforme vanno interconnesse per potere essere efficaci. E diventano efficaci quando il turista con meno clic e parole trova sul web quello che cerca (minor grado di separazione, vedi teoria delle reti).

Con qualche espediente è possibile già da adesso persino promuovere degli eventi (spettacoli, happening, mostre, competizioni sportive, ecc.). L'investimento in brochure, manifesti, banner, volantini e simili dunque diventa marginale, minimale, complementare, esattamente come gli uffici di informazione turistica o gli info-point. Profondamente primitivo appare iniziare o continuare ad investire in strumenti destinati a non avere più nessun senso nel giro di qualche anno.



giovedì 10 agosto 2017

croniche medievali de la civitate de lo Messer F*

Grande sciagura la intrarete diffuse. Lo Messer G* fue bannato con meschino tradimento da lo ruolo cimentoso di banditor de lo Palio de li Normanni, cagionando grave infamia et infinita pena. Nonchè la irrimediabil perdita de la mano de la Gran Dama.
Or piangono insino le pietre per cotanto affronto e lo sanguine Normanno grida vendicazione. Vadasi dassezzo al guidrigildo o a singolar tenzone, pongasi fine alla malefica e infingarda derisione.
Ecco la narrazione de li grami fatti secondo lo dicere de lo Messer G*.

Pergamena ainina esso inoltrò (1) alla Corte di Messer F* che lo Feudatario est de lo Nobile Comune.

Con dicta pergamena est uso cherere de abbere bona e nobil parte ne li ruoli che lo Palio Normanno prevede.

Ma ricevuta essa, li conlaboratori di Messer F* strabilionno. E con mala agevelezza chieser lumi a li superior loro a mezzo di moderno marchingegno nomato telefono, che ne li veri tempi Normanni uso non era, sendovi allor lo piccion bolator latore di messaggi.

Recossi adunque lo Messer G* allo raduno de li figuranti per intentar fortuna e veemente adirossi avverso ruolati ministri de lo Palio.

Et infine, da maramaldico atto fue trafitto a le terga. Reietta fue sua petizione. Al loco suo, o abominio, altro Messere, tal Messer T*.

Alti lai egli gittò nella intrarete sendo che perse et nobil ruolo et Dama. Senza, a suo dir, alcuno dritto.

Orben, par abbia dicto lo Feudatario Messer F*, di che egli si duole? Forse che li Feudatari che su questo seggio lor cul posàro, ne li decenni iti, mai ricevetter araccomannazione e mai ne fecer? Forse che a memoria alcun ricordi che per li nobili ruoli mai araccomannazione facta non fue? L'orbe intero è fatto a scale, chi le discende e chi le sale. Et io le salsi et esso discesse. Un tempo anco esso messere amico fue di feudatari et vassalli et ora no. Die aiuta!

E lo Messer G* assai adirato a lo Gran Giustiziere cherere bole iustizia.


Lo volgo commenta ne lo sociale libro che politico fue l'infame gesto, ché Messer G* lo campione sie de la brigata di batzileri de lo novo centro dritto. Ergo inimico feroce de lo Feudatario. Ridanciano saria, popolino avverte, promuover a Banditor chi lo Feudatario bannar vorrebbe. Discopritor de acqua calda, talun lo addita. E li sodali suoi ne piangon afflitti.

(1) A mezzo di nova foggia detta emaila con la qual per l'aere o filamento li caratteri de lo testo viaggian in numeri tradotti.

Pinuccio de Plaza

Considerazioni moderne.
1) Per una rievocazione medievale è coerente avere modi e mentalità medievali. La forma di uno pseudo linguaggio medievale per raccontare la vicenda è conseguente.
2) Ma può essere che siamo diventati così piccoli crescendo?


domenica 6 agosto 2017

ricercati e latitanti

Questa foto mostra la Città invasa da fumi tossici generati dagli incendi boschivi di questi giorni. Piazza Armerina è ormai da diversi giorni così. Avvolta da una caligine velenosa. Bruciore agli occhi, alla gola, per alcuni difficoltà respiratorie, raucedine, ansia, insonnia. Sono aumentati gli accessi all'ospedale Chiello, notizia appresa da fonti non ufficiali.
Gli incendi sono scoppiati in zone diverse e non contigue ed in tempi diversi. Niente di casuale.
Ricercati gli autori del disastro ma non sarà facile.
Il concentrato di fumo è composto principalmente da ossidi di carbonio e anidride carbonica (1), particelle solide visibili, particelle invisibili (nano-particelle). L'inalazione prolungata o intensa ed immediata oltre un certo livello provoca danni alla salute (2).
Su questo aspetto sono state latitanti tutte le autorità sanitarie locali e regionali. Tra esse vi sono anche autorità politiche, investite del compito di protezione della salute dei cittadini.
Alla popolazione nessun comunicato, nessuna informazione, nessun invito a rimanere a casa, chiudere finestre, usare fazzoletti bagnati, allontanarsi dalle zone molto dense di fumo, ad annullare e rinviare manifestazioni in luogo pubblico. Niente, da parte di nessuno per ben tre giorni continui di inalazioni tossiche.
Poi oggi 6 Agosto sul sito del Comune appare qualcosa. Che non viene diffusa con altoparlanti, manifesti o stampa, ed è  in contraddizione con gli inviti a partecipare a prossimi eventi all'aperto organizzati da Comune e privati ...
Finiti gli incendi il fallout di particelle ed elementi pericolosi può continuare per giorni e, a certe condizioni atmosferiche, anche settimane.
Non è neppure noto se le autorità sanitarie si siano perlomeno attivate per il controllo ed il monitoraggio dell'aria cioè se abbiano svolto indagini sulla tossicità dell'aria respirata da decine di migliaia di persone ed animali. Nessuno ha cercato di rassicurare la popolazione informandola della presa in carico del problema. Siamo nelle mani di nessuno non tanto dal punto di vista politico quanto piuttosto da quello umano.

(1) il colore del fumo di un incendio da informazioni sugli elementi e composti chimici che bruciano. In questi giorni si sono osservate colorazioni diverse, non tutte riconducibili a boschi in fiamme.

(2) uno studio pubblicato su una rivista scientifica correla l'inalazione di nanoparticelle all'aumento di patologie cardiache gravi ed immediate (arresti cardiaci).


giovedì 3 agosto 2017

intenzioni voto in Sicilia

Pubblicati i primi sondaggi elettorali sul voto del prossimo 5 Novembre in Sicilia, realizzati 48 ore fa da Index Research.
E' stato utilizzata una tecnologia vecchiotta (C.A.T.I.) per ottenerlo e per le conoscenze che ho posso dire che il sondaggio è sottostimato per il Movimento 5 Stelle e sovrastimato per FI, PD ed astensionismo.
Il 34 % dei 5 stelle dovrebbe in realtà essere oltre il 37%.
Resta comunque un sondaggio fatto molto tempo prima ed in assenza di tutti i nomi, gli schieramenti ed alleanze in campo. La tendenza però è chiara.

lunedì 24 luglio 2017

i politici causano malattie

Dal Luglio del 2009 al Luglio 2017 in Sicilia è aumentato il numero delle persone che chiede informazioni su ansia, gastrite e tosse e sui rimedi.
Stessa cosa si osserva in Italia. Più accentuato è l'interesse per ansia e depressione nelle regioni meridionali.
Molto accentuato in tutta Italia l'interesse per la tosse, le sue cause e soprattutto i suoi rimedi.
In Sicilia l'interesse/preoccupazione per la tosse è maggiormente accentuato nei distretti industriali della provincia di Messina e Siracusa dovo sono presenti i grandi impianti di raffinazione del petrolio.
Il fenomeno è in crescita, sempre più gente vuol sapere. Essendo un fenomeno di massa è da escludere che l'interesse sia di tipo accademico. Si tratta invece di problemi quotidiani che si vivono più frequentemente che in passato e di soluzioni che si cercano al di fuori del sistema sanitario. Questo però pare strettamente collegato come si vede agli effetti delle politiche industriali e della crisi economica che dal 2009 ci perseguita, ci accompagna continuamente. Di qualche giorno fa la notizia del sequestro da parte della magistratura di alcuni degli impianti del polo petrolchimico di Siracusa. Le politiche italiane in materia di petrolio sono molto accondiscendenti con gli interessi delle compagnie petrolifere. E' una scelta politica che fa felici pochi e genera malattie in molti da quello che si vede.
Più devastante è il problema dell'ansia e della depressione. Il fantomatico carattere solare dei meridionali, l'allegria, i triccaballacche, i marranzani e le fritture di pesce non bastano ad arginare il fenomeno.
La lunga crisi ci ha cambiati.
Abbiamo ripreso le valige per andare in altre città, la disoccupazione è irrefrenabile, temiamo per il nostro lavoro, non ci curiamo più (oltre 10 milioni di italiani hanno rinunciato a cure mediche per ragioni economiche secondo l'ISTAT), siamo più poveri (quasi 5 milioni di italiani prevalentemente meridionali vivono in povertà assoluta secondo l'ISTAT). Che vogliamo in più dalla vita? Basta ca c'è stu sole, basta ca c'è stu mare la la la la la.
Adesso arrivano i politici che hanno generato tutto questo. Casa per casa. E si, sono loro la causa delle malattie e di tutto il resto, perchè quello che succede a noi non succede in Paesi come la Germania, l'Olanda ecc, ecc. Siamo molto simili alla Grecia invece. Dunque non è un'esagerazione considerare la classe politica italiana pluriventennale come un agente patogeno, come un infame virus che ha distrutto o compromesso le nostre difese immunitarie. Rivederli sfilare sui palchi elettorali sarà come guardarci le analisi di laboratorio. Riconosceremo il virus jobs act, quello del civuolepiùeuropa, unmilionedipostidilavoro, primaglitaliani, labuonascuola, la svoltabuona e forse ci renderemo conto che loro sono il problema e non la soluzione, sono un altro ceppo dello stesso virus che si evolve in continuazione, resiste alle elezioni politiche, ai referendum.
Qualcuno dirà bè è colpa nostra li abbiamo messo lì noi. E no, le elezioni sono state truccate, lo ha detto la Corte Costituzionale con la sentenza n.1 del 2014. Loro non rappresentano la Nazione da decenni.

venerdì 21 luglio 2017

nobili commenti razzisti

-Buttateli fuori dall'Italia sti animali della giungla, 
-girano in branchi
-massacrateli di legnate
-negri di merda negri bastardi vi odio tutti, 
-ma le macchine anziché camminare piano non facevano stile birilli, mandiamoli a casa...
-a pedate in culo, 
-appena li avete davanti con l'auto non vi fermate, 
-iu assa fattu piazza pulita ogn jangata ciassa fattu capir cu cumanna, 
-con le buone maniere non è lotta, rispediteli a calci in culo a casa loro, 
-tra un paio d'anni nasceranno le bande se non si fa subito qlc, 
-i neri ci stanno togliendo tutto
-Piazzesi di merda luridi vigliacchi al posto di filmare decidete di liberare la strada con la forza
-io ci sarei salita con la macchina ...li avrei buttati sotto... 
-bastardi dopo che sono serviti e riveriti, 
-perchè non usiamo le bottiglie riempite di benzina, 
-sfolliamoli a bastonate.

Questo un piccolo saggio di commenti razzisti da parte di una dozzina di utenti FB di Piazza Armerina. Sono stati scritti da persone giovani, in alcuni casi anche laureate a pieni voti, alcune anche di "buona famiglia" come si diceva una volta e accompagnati da un discreto numero di "mi piace".
Altri hanno postato con compiacimento il video di una violenta rissa al mercato di Catania, con lanci di ombrelloni ed altri oggetti ed un furgone bianco che si lancia contro e distrugge merci. Rissa tra commercianti catanesi ed extracomunitari.

i Commenti sono riferiti e correlati all'episodio di  blocco stradale di qualche giorno fa, in C.da S. Croce di Piazza Armerina, da parte di migranti richiedenti asilo o protezione.

Dovremmo avere commiserazione per questi utenti FB, non odio. Vivono nella più profonda insicurezza e reagiscono emozionalmente ad eventi che li colpiscono solo emozionalmente.

Incontrarli e spiegargli che è la politica nazionale che ha deciso che i migranti arrivassero qui da noi non avrebbe forse alcun effetto immediato. E' da Roma e dalle Prefetture (organi di governo) che partono gli ordini, dove portarli quanti portarne. Non hanno deciso di giungere nella favolosa e mitica Piazza Armerina, città di cultura che non vuole fomentare odio razziale, abitata da persone così tanto per bene. Loro di Piazza Armerina non conoscevano  neppure l'esistenza. La politica nazionale, lo Stato, ha deciso di mandarli qui e qui sono arrivati scortati dalle forze dell'ordine.

Anche parlarne con chi sta soffiando sul fuoco non avrebbe effetto. Sono professionisti della politica, campano sulle disgrazie altrui. Le usano per sopravvivere. Sfruttano le fragilità psicologiche e la scarsa informazione per aumentare insicurezza di parte della popolazione per offrirsi come soluzione.

Nella storia degli ultimi decenni sono infatti tali professionisti della politica che hanno creato il problema. Loro hanno creato il problema quando facevano parte della maggioranza o del Governo, quando si accettava nel 2003 il Regolamento di Dublino II e poi nel 2013 il Regolamento di Dublino III. Quando cioè
si accettava la regola che il Paese di sbarco è l'unico Paese dove l'immigrato può chiedere asilo o protezione e deve permanervi sino a che l'iter di accertamento (lunghissimo ad arte 18 mesi) non si sia concluso (invece gli accordi internazionali prevedono 2 mesi). Una volta ottenuta la protezione possono circolare liberamente solo nel territorio italiano, nella UE solo per tre mesi. Un vero obbligo di soggiorno, per ragioni umanitarie però, eccome.
Loro hanno creato il problema quando hanno destabilizzato la Libia, bombardandola insieme a U.S.A., Francia e Regno Unito (nonostante un trattato di pace ed amicizia con la Libia da loro stessi firmato) scatenando le prime grandi ondate migratorie che sono arrivate in Italia da lì.
Loro hanno creato il problema quando, stando al governo o in maggioranza, hanno accettato di vendere armi ai Paesi del Medio Oriente e in Africa, alimentando le guerre e con esse il flusso di profughi e migranti. Si chiamano Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e tutto il cucuzzaro. Non erano soli, vero, con loro i più bei nomi di spicco della cosiddetta sinistra italiana e del centro cattolico e moderato.

Lo ha spiegato magistralmente bene Bauman cosa accade nei suoi scritti sulla cosiddetta società liquida.
Insicurezza come percezione di una imminente aggressione alla propria incolumità fisica, insicurezza nel lavoro e nel reddito, insicurezza nell'interpretazione di ciò che accade intorno a noi. Questa è una società liquida, perché non ha più punti solidi a cui ancorarsi.


Egli ci ha pure spiegato che il successo di talune formazioni politiche, idee xenofobe e razziste, risiede in questa miscela di insicurezza che è spesso amplificata dai media. Qualcuno si presenta come salvatore della Patria, come punto solido, forte, anche violento, e dà l'illusione della sicurezza.















domenica 16 luglio 2017

morta la DC nasce la DB

La DC è morta ma è nata la DB
La DB è la dama bianca. Tiene in vita l'amministrazione di Filippo Miroddi per mezzo di alcuni consiglieri comunali che fanno riferimento a lei e che permettono l'approvazione dei bilanci del Comune di Piazza Armerina evitando il fastidioso scioglimento anticipato e favorendo la perpetuazione del rito del gettone di presenza. Una Santa per molti.

Appare su testate giornalistiche locali con una buona frequenza e con pezzi redazionali che tessono le lodi delle sue doti salvifiche e taumaturgiche.
Sostiene finanziariamente le feste di quartiere in particolare di un quartiere, il quartiere Casalotto di Piazza Armerina.
E lo stuolo dei sindaci in pectore non parla mai male di lei. Ed è questa la cosa che mi ha incuriosito. Lei in fondo gioca il suo ruolo, da protagonista.

Eppure succede che tanto i beneficiari, quanto i miracolati, i mondati dalla lebbra e i porporati al soglio pontificio locale preferiscono invece prendersela con il Movimento 5 Stelle ed in particolare con tutti coloro che potrebbero ostacolarla alle regionali sottraendole in casa propria le preziosissime preferenze elettorali, come fossero ladri blasfemi di santissime ostie in sacrestia. Lei però non parla male di nessuno.
Ognuno ha la sua piccola parte in commedia, il suo schizzetto di fango da lanciare, fingono di essere diversi ma hanno tutti lo stesso copione, Non sembra strano? Dovrebbero scannarsi tra di loro accusandosi a vicenda delle peggiori nefandezze politiche e invece non lo fanno.

Tra tutti loro c'è un collegamento elettorale trasversale: bisogna sostenerla e screditare i pentastellati, anche i loro familiari se serve.

Nulla dice contro di lei il suo ex collega di giunta provinciale, anch'egli in corsa per il soglio pontificio della ridente città degli Erei, nonché Frate Maggiore Provinciale dell'Ordine dei Querelanti.

Non fiatano né sussurrano contro di lei i suoi supporters  e galoppini nelle precedenti elezioni regionali, tra i quali pure un porporato, metropolita e Archbishop della Love Abbey, dalle infinite e mutevoli forme e simboli elettorali.

Taciturno, praticamente afasico, su di lei il Priore e Prelato del Nuovo Convento dei Disperati, un tempo parte del Convento delle Libertà.

Che dire della corrispondenza di amorosi sensi del quotidiano locale ed il Frate Maggiore dei Querelanti? E' la cosa più curiosa se vogliamo. Da una parte un ex Religioso, già reggente del Convento Armerinorum, dei Frati Piddienti, dall'altra il suo politicamente opposto avversario storico (perlomeno nell'immaginario collettivo).

A ben guardare lei è parte ed espressione del peggior governo regionale siciliano, a detta dei più se non di tutti. Eppure su di lei silenzio. Perché?
La vecchia cupola politica decide chi sale, chi scende e chi resta in carrozza. La vecchia classe dirigente si raggruma, sperando di sopravvivere.

Per carità, non ho nulla di personale con lei e personalmente mi è pure simpatica. Parlo di faccende politiche locali. Ci sono troppe cose che non quadrano, secondo me. L'aggettivo Bianca, voglio precisarlo, è riferito al colore della vecchia Democrazia Cristiana (DC), che diventò negli ultimi lustri della sua esistenza un coacervo di gruppi politici, correnti, aree, ecc., ecc., che si odiavano ma stavano insieme per spartirsi poltrone, mantenerle, costruirle, ottenere favori e vantaggi.

venerdì 7 luglio 2017

giornale di Parrocchia

Un piccolo consiglio a chi si crede Montanelli o Biagi e scrive immaginando chissà quali platee di lettori affamati di notizie e perle di saggezza. Non siate così certi di potere orientare l'opinione pubblica.
Purtroppo, le platee sono vuote stando ai numeri.
Da una piccola ricerca sulle tendenze del web si vede che due delle tre principali testate giornalistiche locali  (provincia Enna) prese a raffronto sono
confrontabili più con i giornali di parrocchia di qualche decennio fa che con i quotidiani moderni.
Un pubblico web limitato, nell'ultimo anno, con congenito disinteresse per immagini video. 


La misurazione è fatta sugli utenti del web che usano Google come motore di ricerca.



Non va affatto meglio nella categoria dei social network, fatta da un pubblico più giovane, lì addirittura le differenze tra le tre testate sono insignificanti e la dominanza di ViviEnna scompare.


Il peggiore dei tre quotidiani on line presi a confronto è StartNews, testata a cui il cambio del direttore responsabile non ha portato fortuna, il suo trend è in discesa.
In salita da qualche mese  TeleNicosia ma molto distanti entrambi da ViviEnna.
Tuttavia a raffronto con testate regionali, come La Sicilia e Giornale di Sicilia presenti sul web, ViviEnna è del tutto marginale al di fuori della Città di Enna e della sciagurata omonima provincia.

Fare a gara per apparire sulla pagina di un giornale parrocchiale non è una strategia mediatica ragionevole, é, più che altro, fame di visibilità ad ogni costo, narcisismo mal impiegato.
Le polemiche innescate ad arte per avere qualche clic in più non premiano, stufano i lettori, stando ai numeri.
Spalare fango per poi attendere la smentita per farci su qualche altro clic è una strategia editoriale da moribondo.
Tanto più che le testate on line prese in considerazione sono del tutto poco affascinanti per il pubblico giovane e medio. Si tratta prevalentemente di lettori over 40-50 stando agli studi di audiweb.
Buona fortuna agli aspiranti premi Pulitzer degli Erei. Scrittori negletti dal pubblico e dai critici letterari. Capaci di svarioni clamorosi sui fatti che diminuiscono credibilità, fidabilità e lettori.
Quanto ai quotidiani in generale è bene sapere che in Italia secondo Audipress solo 17 milioni di italiani leggono un giornale, circa 9-10 milioni al centro nord e 7-8 al centro-sud. Parliamo di lettori di giornale, non di persone che li comprano. La maggior parte dei giornali viene letta nelle città sino a 10 mila abitanti seguono le città sino a 20 mila abitanti. Insomma vengono letti nella cosiddetta provincia italiana, nella periferia culturale del Bel Paese. Nel numero dei lettori vengono contati anche quelli che li leggono sul web. La lettura è dunque sostanzialmente legata a bar ed uffici di provincia. E' per questo che il taglio dei giornali va più verso il gossip, i si dice, i potrebbe, sarebbe, i rumors. Ottimi argomenti da bar tra un salatino ed un caffè. Lì, si può rapidamente commentare, gossippare, senza approfondire e riflettere. Nella provincia ennese dunque leggono (anche sul web) i giornali cartacei (ma non li comprano) all'incirca 40/50 mila persone su 170.000. Ogni testata (tra nazionali e locali) non dovrebbe avere più di 10-15 mila lettori su 170.000, all'incirca il 7% della popolazione.

Segue nel dettaglio la diffusone regionale delle tre testate prese a confronto negli ultimi 12 mesi, su tutte le categorie indicizzate, compresa quella dei social network, per gli utenti che usano Google, il più diffuso motore di ricerca del mondo.





giovedì 29 giugno 2017

eletti, rieletti e negletti.

Se sai fare bene il tuo lavoro, se sei competente, allora ti premio e ti promuovo ad un ruolo superiore. Quando un sistema è organizzato così, col passare del tempo, sarà popolato da persone incompetenti. 
Lo sostenne Laurence J. Peter, uno psicologo Canadese, nel 1969, parlando dell'organizzazione gerarchica (di imprese, pubblico impiego, forze armate). 
Non è uno scherzo e l'apparente paradosso fu dimostrato con tanto di argomentazioni logiche.

Ora si potrebbe anche dire che l'organizzazione politica di Stato, Regioni e Comuni sia una organizzazione gerarchica dove sono gli elettori che promuovono qualcuno ad un ruolo superiore.
Quindi prima sei "promosso" da semplice cittadino a candidato (solo nel caso di raccolta firme), poi potresti essere eletto, cioè promosso, membro di un consiglio comunale, regionale, del parlamento.

Immaginando (e non sembra ci siano grosse difficoltà) che ci sia anche un diverso grado gerarchico tra Comune, Regione e Stato, dovrebbe anche essere scontato che chi da consigliere comunale venisse dopo eletto consigliere regionale e poi membro del Parlamento, sarebbe stato premiato dagli elettori con una indiscutibile promozione. 
Laurence J. Peter 

Ma se il principio di Peter fosse giusto (e lo è) ed applicabile anche alla politica (ed intuitivamente è così) accadrebbe che col passare del tempo tutte le istituzioni elettive sarebbero "infestate" solo da persone incompetenti. E si, perchè se l'unico criterio per essere promosso fosse il merito attuale, cioè la bravura che dimostri adesso, allora una volta che fai il consigliere comunale o regionale o altro senza progressive "promozioni" a superiori funzioni, se ne deve concludere che sei un incompetente secondo il principio di Peter, e lo sei adesso.

Stessa conclusione per chi sia eternamente candidato a qualcosa: gli elettori non ti eleggono perchè non vedono attualmente competenza in quello che fai. Ancora peggio la situazione di chi eletto una prima volta non venga rieletto. Si tratterebbe di una vera retrocessione per demerito, interpretando liberamente Peter.

Sembra una trappola: se fai lo stesso ruolo senza essere promosso sei un incompetente, se non ti eleggono sei un incompetente, se non ti rieleggono allo stesso ruolo sei un incompetente. A salvarsi sarebbero in pochissimi e per poco tempo, soltanto coloro che percorrono la carriera dall'inizio alla fine sino al rango di parlamentare. Ma, alla fine, sarebbero incompetenti pure loro, non venendo promossi ulteriormente.

Che dire, mostruoso, saremmo in una società gestita da incompetenti. La conclusione logica di Peter è coincidente  con le nostre sensazioni. Ci risulta assai difficile o assurdo considerare Sindaci, Consiglieri e Deputati come persone competenti.

Però il principio di Peter non è una critica alla meritocrazia, alla competenza come criterio di promozione/scelta ma ad un modo sbagliato ( forse un po' primitivo ed illogico) di intenderla.

Sarai anche un bravo e brillante meccanico ma non è detto che per questo motivo sarai anche un bravo capo reparto o capo officina. Una cosa è avere perizia nel riparare un motore, altra è essere capaci di gestire rapporti relazionali con colleghi e dirigenti.

Peter voleva solo dire che si dovrebbero valutare le competenze necessarie per il futuro incarico.




L'implicazione "se sei competente allora vieni promosso" implica a sua volta che "se non vieni promosso allora non sei competente.

domenica 25 giugno 2017

Il lampione

Di sera un tizio perde le chiavi di casa. Comincia a cercarle sotto un lampione. Qualcuno lo vede e gli chiede ma hai perso qui le chiavi? E il tizio risponde no, ma è l'unico posto dove si vede. 
Siamo così un po' tutti non solo gli studiosi. Cerchiamo soluzioni a problemi facendoci domande sbagliate, concentrandoci su ciò che conosciamo (il lampione). Spesso e soprattutto di fronte a grandi cambiamenti i lampioni a che servono? 
Se spunta fuori qualcosa di nuovo il lampione non ce lo fa vedere. Abituati forse come i gatti di Harvard a vedere solo strisce orizzontali, andiamo a sbattere contro le gambe di tavoli e sedie. Non le vediamo. Siamo portati a credere di trovare la risposta nell'area illuminata dal lampione del noto e tradizionale. Lì non la troveremo mai. Nessuno credeva che la terra girasse intorno al sole. Tutti pensavano e "vedevano" il contrario.
Di nuovo, progressivo e irreversibile c'è la disintermediazione (oltre la robotica) nel commercio, nella finanza, nella comunicazione, ecc. Come fai a consigliare a qualcuno di aprire un nuovo negozio se il commercio elettronico sta progressivamente prendendo piede? Il corriere ti porta a casa quello che vuoi. Sopravviverà forse solo l'untradeble.  Eppure trovi economisti di ogni estrazione culturale che ti parlano di investimenti e di ricchezza che ne consegue. 
Il lampione del '900 ti fa "vedere" capitalismo dove invece c'è solo speculazione finanziaria e socialismo dove c'è solo povertà e non più classi sociali operaie e contadine. Milioni di disoccupati e poveri (da decenni ormai) nei paesi più ricchi del mondo non sono il sintomo di una contraddizione che le teorie del '900 non sanno spiegare? Chi compra se non ha soldi? Chi guadagna se non vende? Il business della speculazione finanziaria è il debito, non la ricchezza prodotta. Si compra e si vende debito e si guadagna su questo. Servono solo larghe masse indebitate. Quindi bisogna impoverirle per farle indebitare. Questo sotto il lampione non si vede. 
Nella comunicazione, i giornali crollano come vendite e come lettori (i dati AudiPress sono chiari). Le merci dei giornali non sono più le notizie su copie stampate e vendute ma i lettori. E non importa che abbiano letto la copia cartacea, è sufficiente che abbiano visualizzato o messo un "mi piace" anche su un solo articolo, sul web, sui social. Tanto basta per valorizzarne la pubblicità inserzionale.
Il mondo è radicalmente diverso a parte le nostre convinzioni. 
Così accade nei partiti. Ma il Movimento è di destra o di sinistra? Lampione del '900. 
Avrà le correnti al suo interno? Ovvio! Lampione del '900. 
Chi comanda? Lampione del '900. 
E quindi a qualcuno potrebbe pure venire in mente cerchiamo di infiltrarci, di controllarlo, in fondo sono 4 ingenui un po' coglioni che di politica non ne capiscono, facciamoci un nostro consigliere, e facciamo un favore a un amico o un'amica depotenziandolo. Lampione del '900. 
Accade però che il lampione che ti fa vedere intorno ti può pure abbagliare, non lo vedi e prendi una lampionata in piena fronte.


martedì 30 maggio 2017

il rullo dei tamburi

Perché molta gente ha repulsione o addirittura schifo per la politica e altra ne è attratta? Della politica vediamo gli scandali, gli abusi, non c'è fiducia nei partiti, né negli uomini politici. 
Altri invece vedono nella politica un'opportunità personale. Tipo, sta per aprire un supermercato e l'assessore Tizio ha buone relazioni con il gestore. Oppure, potrei fare qualche mese di lavoro nella società che lavora per conto del Comune e l'assessore Caio può raccomandarmi. 
Certe volte giriamo la testa da un'altra parte per fingere di non vedere incarichi professionali dati ad amici strettissimi del politico, quello stesso che aveva detto su un palco con me non succederà mai. 
Subiamo in silenzio bollette comunali rincarate ad arte, leggiamo del Comune che nega ai cittadini diritti stabiliti dalla legge come ad esempio decidere insieme come spendere 20/30 mila Euro per piccole opere pubbliche o servizi. Sappiamo di gente messa dai politici ai margini negli uffici pubblici ed altra elevata sugli altari. Apprendiamo di opere pubbliche che costeranno il triplo di quanto non costino altrove. Leggiamo il libro dei sogni delle opere pubbliche, sappiamo che non si faranno, ma ci piace fantasticare su una città che non esiste.  Sappiamo o dovremmo sapere che il Comune è povero, non ha soldi perchè ne spende troppi, è in rosso, si fa prestare i soldi dalla banca, mente quando dice che la situazione economica è ok. I politici che non rispettano le regole e ne pretendono dagli altri il rispetto dovrebbero suscitare repulsione profonda avendo persino la faccia tosta di dare degli evasori ai propri sudditi. Sentiamo commentare eh bè, sì, è sempre successo. Indole e indolenza siciliana magari in bocca a chi la politica l'ha fatta o intende farla. Eppure pur sapendolo non diciamo, non gridiamo, non pronunciamo pubblicamente l'unica  parola possibile, farabutti. 
Lo diciamo in privato. 
Vediamo i ragazzi scappare da questo che è ormai un paesotto di provincia, senza cultura, senza arte eppure non privo di  artisti ed intellettuali. Sono i nostri amici, parenti, vicini, conoscenti ad andarsene a cercare lavoro e ci rattristiamo, certo, ma non ci ribelliamo. 
Vediamo coi nostri occhi lo spopolamento della Città, dei vecchi quartieri, del centro storico, il degrado degli edifici privati e dei beni pubblici e delle aree pubbliche. Ma ci piace fotografare il tramonto, la maestosa Cattedrale, la montagna magica, le sempre meno frequentate processioni religiose, le parate con i paramenti pseudo-medievali. Osserviamo persino iniziative di rilancio economico fatte senza alcuno studio di mercato, ma solo di panza, d'istinto. 
Oggi ho visto un uomo raccogliere cicche per terra. Non faceva civismo. Cercava di confezionarsi una sola sigaretta e fumarsela.
Sappiamo che sono troppe centinaia le persone che non riescono ad accoppiare il pranzo con la cena, che non possono permettersi gli occhiali o i denti artificiali. Qui, in questa città. 
Fingiamo di non capire e capiamo benissimo, ma copriamo la voce interiore della verità sotto il rullo di tamburi.


giovedì 25 maggio 2017

Il mercante cinese

I Piazzesi pagano più tasse e vengono ritenuti evasori dal Nobile (si fa per scherzare) Comune di Piazza Armerina. 
A pensare che i Piazzesi siano degli evasori sono organismi ed uffici istituzionali della città. Si va dal sindaco al vice-sindaco (lo hanno detto pubblicamente in incontri alla sala delle Luci e interviste a radio Kabul, dove hanno persino sostenuto che il Comune ha i conti in ordine) ad alcuni "responsabili" di uffici comunali, passando dal collegio dei revisori dei conti (che ha esortato il Comune Armerino al recupero) e persino per molti consiglieri comunali. 
La tabella che vedete sopra dice esattamente il contrario
Secondo i dati della Banca d'Italia riportati nel famigerato sito SIOPE (sconosciuto alla maggior parte dei consiglieri comunali sino a tre anni fa) nel 2015 i Piazzesi hanno versato al Comune il quadruplo delle tasse pagate nel 2009 (2 milioni nel 2009 e 8 milioni nel 2015, quindi 21 milioni di Euro in più in 7 anni). Con quale faccia si ha il coraggio di dire che i Piazzesi non pagano le tasse e si vuol procedere al recupero forzato?
Per finanziare i capricci dell'amministrazione si sta impoverendo ancor di più la Città. 
Dal 2011 i Comuni ricevono meno trasferimenti da Stato e Regione. Quindi devono trovare i soldi per amministrare soprattutto tra i concittadini. Sono cambiate le leggi e la costituzione. I seguenti partiti  hanno deciso così: Partito Democratico, Forza Italia -che conteneva i fondatori di Fratelli d'Italia, NCD ed ALA-, Sciolta Civica e Lega Nord -che ora al sud è Noi con Salvini). 
Le regole sono cambiate ma i contribuenti sono rimasti gli stessi. Pagano le tasse allo Stato come e più di prima (iva, irpef sono aumentate), pagano le tasse al comune come mai prima. In più pagano da molti anni dei servizi che prima erano comunali e poi sono stati privatizzati (distribuzione acqua). 
Cazzo, c'è la povertà, non c'è la ripresa economica! E come pensi di superarli i problemi se continui a strizzare il limone già secco?
E se qualcuno si permette di dire che il Comune sta marciando a testa alta e petto in fuori verso il disastro finanziario, gli danno del gufo.
Quelli bravi e competenti che siedono al Comune ti dicono che i conti sono in ordine, in attivo. Bene se sono in attivo perchè il pagamento degli stipendi del personale che si occupa della raccolta rifiuti è stato fatto in ritardo- voce che corre in città-? E perchè ti fai prestare sempre più soldi dalla banca arrivando a toccare un indebitamento di 6 milioni di Euro come mostra l'ultima tabella?
La sapete la storia del mercante cinese che vende lance e scudi al mercato? Dice, le mie lance perforano qualsiasi scudo. Poi dice, i miei scudi resistono a qualsiasi lancia. E uno gli chiede, ma che succede se con una tua lancia cerco di perforare un tuo scudo? E il mercante non sa rispondere. 

 Il dettaglio del tipo tasse incassate dal comune è questo:





















Dettaglio semestrale del ricorso all'indebitamento bancario dal 2014 al 2016:

giovedì 18 maggio 2017

la moda delle liste civiche

Un breve giro sul web per scoprire i nomi dati in Italia alle liste civiche. Spesso dietro si nascondono politicanti di lungo corso o assatanati rampanti. Ne vedremo anche qui. Liste chiaviche.
[Al posto della parola “città” si può mettere direttamente il nome della città, Palermo, Piazza Armerina, ecc. ecc.]
uniti per unire ( rivenditori colle e mastici)
dalla parte dei cittadini ( quale parte? Fare molta attenzione)
per cambiare ( pannoloni, pannolini, intimo, moda)
cittadini protagonisti ( teatro, drammaturgia, cinefili)
cittadini al centro (zaurdi in periferia)
amministrare insieme (spartire in pochi)
sveglia! ( narcotizzati)
orgoglio (narcisisti anonimi)
impegno comune ( pagamenti pro quota)
SiAmo la città (odio il mare e la montagna)
città futura ( per villaggi palustri)
scelgo la città (migranti)
noi cittadini ( voi?)
valore e rispetto ( lupara in omaggio)
un cuore civico ( ma 'na panza così)
città in movimento (zone sismiche)
io corro per la città ( sportivi e latitanti inseguiti dalla polizia)
cittadini perbene (zone cimiteriali)
progetto comune (geometri ingegneri architetti)
obiettivo comune ( e tutti lì vogliono andare, al comune)
momento di cambiare (autoscuole istruttori di guida, esaminatori patente)
il nuovo (antagonisti dell'usato)
insieme per crescere ( diversamente alti )
amare la città (erotomani, mandrilli, ninfomani)
insieme si può ( da soli solo pippe)
prima la città ( dopo la campagna o il mare)
passione per la città ( devianza delle pulsioni sessuali)
alleanza per i cittadini (contratti di assicurazione per tutti)
per un'altra città ( escursionisti)
fatti sentire (sordi, ipo-udenti)
nuove prospettive (architetti, geometri, ingegneri edili)
riparte la città ( meccanici ed elettrauto)
la città cambia (in zone vulcaniche eruttive)
trasparenza e partecipazione (non adatta ai minori anni 18)
rilanciamo la città ( giocatori di poker)
punto. A capo ( insegnanti lettere )
facciamoci in quattro per la città (tossico dipendenti)
sosteniamo la città (zone con dissesto idrogeologico o rischio sismico)
città per tutti ( niente gite, niente mare, campagna o montagna)
svoltare (ex vigili urbani polizia stradale)
liberaMente per la città (ex detenuti, persone in libertà vigilata)
con la gente per la gente (Cetto Laqualunque)
sindaco donna (feticismo)
per la città (vagabondaggio)
per la città con Fabrizio (accompagnatori turistici)
una speranza per la città ( guadagno fortuito moltiplicato per la probabilità di realizzarlo, gioco d'azzardo)




sabato 13 maggio 2017

attenti al voto, roba scientifica, maneggiare con cura

Marie-Jean-Antoine-Nicolas de Caritat

marchese di Condorcet

noto come Nicolas de Condorcet
Se ti chiedo di scegliere tra Tizio, Caio e Sempronio votando un solo nome dei tre sto probabilmente manipolando il tuo voto.
Ti sei mai chiesto perché devi dare un solo voto? No, perché è una cosa che sei abituato a fare da sempre senza chiederti perché.
Eppure oggettivamente oltre a preferire solo uno dei tre possono succedere altre cose. Per esempio non trovi differenze tra Tizio e Caio, oppure tra Sempronio e Tizio, o in nessuno dei tre, ma non puoi esprimere con un solo voto questa tua reale opinione, cioè quello che veramente pensi e preferisci.
Ci sono ben 13 possibilità su tre candidati.
  1. preferisco Tizio a Sempronio e Caio che per me sono uguali
  2. preferisco Tizio a Sempronio e Sempronio a Caio
  3. preferisco Tizio a Caio e Caio a Sempronio
  4. preferisco Sempronio a Tizio e Caio che per me sono uguali
  5. preferisco Sempronio a Tizio e Tizio a Caio
  6. preferisco Sempronio a Caio e Caio a Tizio
  7. preferisco Caio a Tizio e Sempronio che per me sono uguali
  8. preferisco Caio a Tizio e Tizio a Sempronio
  9. preferisco Caio a Sempronio e Sempronio a Tizio
  10. Tizio, Sempronio e Caio per me sono uguali
  11. preferisco Sempronio e Caio che per me sono uguali a Tizio
  12. preferisco  Tizio e Caio che per me sono uguali a Sempronio
  13. preferisco Tizio e Sempronio che per me sono uguali a Caio  
Se hai a disposizione solo un voto, devi indicare un solo nome, non potrai votare la 10 (Tizio, Sempronio e Caio sono uguali), se voterai Tizio non potrai esprimere una valutazione su Sempronio e Caio, cioè non potrai dire se li ritieni uguali 1) o se tra loro preferisci l'uno 2) o l'altro 3), non potrai neppure valutare Tizio a pari merito con Caio 12) e preferirli a Sempronio o a pari merito con Sempronio 13) e preferirli a Caio.
La cosa non è ininfluente sulla scelta collettiva.
Se 12 votanti esprimessero 5 voti a favore di Tizio, 4 a favore di Sempronio e 3 a favore di Caio, Tizio vincerebbe avendo riportato il maggior numero di voti. Ma è il candidato che ha ottenuto i maggiori consensi reali?

La risposta sembrerebbe si. E invece in casi come questo di regola non è così.
Intanto Tizio non ha la maggioranza (metà più uno, cioè 7) e se fosse possibile votare esprimendo una tra tutte le 13 possibilità sopra descritte le cose potrebbero andare in tutt'altro senso.
Se cinque persone votassero la possibilità 2 (preferisco Tizio a Sempronio e Sempronio a Caio), quattro persone la possibilità 6 (preferisco Sempronio a Caio e Caio a Tizio) e tre persone la possibilità 9 (preferisco Caio a Sempronio e Sempronio a Tizio) il vincitore non sarebbe Tizio, ma Sempronio perché in 9 su 12 voti sarebbe preferito a Caio.

Siamo di fronte ad un paradosso ( i matematici lo chiamano paradosso di Condorcet): Tizio è uno che non piace alla maggioranza assoluta dei votanti pur avendo ottenuto in una votazione tradizionale un numero maggiore di voti ( 5 voti) rispetto a Sempronio (4 voti) e rispetto a Caio (3 voti). Sintetizzo: le probabilità che l'esito del voto tradizionale (scegli un solo nome) coincida con l'esito del voto articolato (dimmi per ciascun candidato cosa pensi) sono bassissime se si tiene conto che le combinazioni possibili dei 13 elementi sono enormi.

Ringrazio i signori Tizio, Sempronio e Caio per la discreta collaborazione. Aggiungo che al loro posto si può mettere un partito da votare, una proposta di legge, una deliberazione del consiglio comunale o del condominio, la scelta del locale dove andare a cenare, la città dove andare in vacanza, la produzione di un bene destinato alla vendita e tutto quello che vi pare, quasi. Il ragionamento matematico non cambia, non contiene errori, è consistente (non contiene contraddizioni) ed è dimostrato e ridimostrabile infinite volte con un calcolo fatto di matrici e grafi (per coloro che sanno cosa siano). 

La faccenda porta ad almeno una considerazione: se esistono due metodi di votazione uno dei quali è debole (perché può produrre contraddizioni, paradossi) perché usarlo? Se volessi far vincere Caio userei il metodo tradizionale manipolando in tal modo le espressioni di voto, se invece non voglio manipolare nulla e preferisco far vincere chi ha congiuntamente i maggiori consensi e minori dissensi, allora userò il metodo Condorcet. Tutta una questione di scelte.



The ranked ballots:
5:tizio>sempronio>caio
4:sempronio>caio>tizio
3:caio>sempronio>tizio
The pairwise matrix:
against
caio
sempronio
tizio
for
caio
3
7
sempronio
9
7
tizio
5
5
sempronio is the Condorcet winner.
La matrice mostra quante volte ciascun candidato è stato preferito ad un altro, non quanti voti ha preso.








martedì 2 maggio 2017

programma partecipato

Spesso sento chiedere: ma chi si presenterà come sindaco? La risposta che spiazza rapidamente è: ma per fare cosa? L'idea che ha in testa  chi fa la domanda è quella di chi pensa che ci sia un eroe, un santo, un profeta, anche un personaggio biblico, dai poteri taumaturgici, capace come un San Fulippu di sanare ogni genere di male e guidare le masse nei momenti più difficili. L'idea è diffusa e alberga comodamente stravaccata tra inconsapevoli neuroni anche di intellettuali ma non per questo è giusta. Sa di tribale, di arcaico, di primitivo. Ce l'hanno messa in testa sin da piccoli già a scuola. Vi ricordate i sette Re di Roma, Augusto, Napoleone, Garibaldi, Mazzini e poi andando avanti nella scuola superiore, Cavour, Mussolini ecc. ecc. contava la persona, il capo, il leader. E non parliamo dei fumetti e dei cartoni animati, tutti eroi con le lodevoli eccezioni molto recenti di Paperino e dei Simpson, anti eroi per definizione.
Senza questa componente la sopravvivenza della specie umana forse non l'avremmo avuta. All'uomo delle caverne il capo serviva, era quello con più  forza, coraggio, velocità, abilità. Ti salvava la vita in tempi di aggressioni e fame, di caccia con arco e frecce, pietre, bastoni e reti primordiali. 
Per questo nelle antiche civiltà del mediterraneo il re veniva scelto con una gara di abilità. Ulisse, come racconta Omero, divenne re di Itaca perchè vinse una competizione, una gara tra carri trainati al galoppo da cavalli. E con un altra gara di abilità (con l'arco) si doveva decidere il successore di Ulisse. Esistono molti altri esempi di gare e combattimenti rituali per stabilire il nuovo re o il nuovo gran sacerdote delle antiche comunità. Sarebbe anche un archetipo già presente nella nostra mente, secondo Jung. 
A che ti serve un sindaco se non ha programmi da portare avanti e completare? Serve a tranquillizzare la tua amigdala, l'area limbica del cervello, quella che percepisce e stabilisce mi piace o è antipatico, non c'è pericolo, attento che c'è qualcosa che non va
Però il cervello è fatto anche di altre parti, la neocorteccia, per esempio. Quella che capisce i numeri e le forme geometriche, sa fare calcoli, interpretare i simboli del linguaggio, raggruppare oggetti simili, separare i dissimili. Quella che viene chiamata intelligenza e si misura con il q.i. (quoziente di intelligenza ampiamente usato nei test rispettivi anche se criticatissimo da molti).
Siamo entrambe le cose, emozionalità e razionalità, cerchiamo dunque di farle convivere pacificamente. Quindi, alla domanda chi si presenterà sindaco meglio continuare a rispondere per fare cosa? 
Se vi risponde per il bene dalla città, per cambiare la città, state tranquilli che non ha nulla in testa, vuoto pneumatico di programmi, idee e cognizioni sul tema.
Stessa cosa per la domanda: chi si candida alla Regione?




venerdì 28 aprile 2017

ma cosa è il Movimento 5 Stelle?

Extra terrestri o dei terrestri extra? Dai media non è facile capirlo. Eppure secondo i sondaggi più recenti è la prima forza politica italiana. 
A metà degli anni '90 vengono pubblicati alcuni studi sul cervello che ribaltano le conoscenze sul funzionamento della mente umana, in particolare dell'intelligenza (tra tutti Howard Gardner e Daniel Goleman). 
A partire dagli stessi anni si completano gli studi sulla teoria matematica delle reti (tra tutti Duncan J. Watts, Steven H. Strogatz). 
Il management di diverse aziende nord americane comincia ad utilizzare queste nuove conoscenze, con successo, resistendo alle plurime e cicliche crisi economiche. 
Nel frattempo comincia a svilupparsi internet in modo esponenziale ed iniziano ad osservarsi i primi grandi fenomeni di disintermediazione di massa (previsti e studiati dalla teoria delle reti, in particolare, nei cosiddetti gradi di separazione) nel campo della conoscenza, delle transazioni commerciali, bancarie e finanziarie, dell'informazione e della comunicazione. 
La scommessa di Gianroberto Casaleggio (cofondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle) è questa: esportare il nuovo modello di metodologia di managing americano (già sperimentato con successo e fondato sulle nuove conoscenze scientifiche ed esperienze operative societarie e tecnologie internet) in un campo assolutamente nuovo ed estraneo, la politica. Nella sostanza si tratta più di un metodo (e di tecnologie utilizzabili) per i sistemi politici democratici che non di ideologia. 
L'intuizione, evidentemente rivoluzionaria, trova inizialmente nel blog di Grillo il primo strumento tecnologico sul quale sperimentare la nuova metodologia. Funziona. Il blog di Grillo raggiunge in breve la vetta della classifica dei blog più seguiti del mondo e si moltiplicano in Italia i gruppi chiamati Meetup (cluster nella teoria delle reti) che sono coinvolti nel progetto. 
Inizialmente i Meetup sono gruppi locali che propongono progetti in diverse materie amministrative alle istituzioni comunali. Le istituzioni però sono sorde. Si provano anche iniziative verso il Parlamento. Le istituzione sono ancora più sorde. Ed è a quel punto che nasce il Movimento 5 Stelle, nasce dal fallimento del tentativo di "influenzare" le decisioni istituzionali. Si autodetermina in forza politica. Una forza politica che si presenterà quindi alle elezioni politiche ed amministrative, secondo le nuove metodologie proprie.
Queste, in sintesi, le basi del Movimento 5 Stelle. Chi non conosce tutto questo ha enormi difficoltà a comprendere cosa sia. Tanto se lo osservi dal di fuori attraverso media impreparati a spiegare (o interessati a screditarlo) quanto per chi simpatizza o antipatizza " a pelle", quanto per chi lo ha scambiato per un cavallo di Troia per uso personale o di gruppo. 
In cosa consiste questo metodo? Ridurre il più possibile i "gradi di separazione" tra cittadini ed istituzioni, eliminando ogni intermediazione. Come? I decisori (le istituzioni e i partiti) vengono visti come i terminali di una rete, collegati con un'ampia rete di comunicazione, con una rete di competenze e una rete di fiducia (vedi per le definizioni in particolare gli studi di D. Goleman). Per questa ragione non si troveranno nel Movimento segretari di partito, dirigenti nazionali, territoriali e locali, né correnti, né cordate pro o contro qualcuno, né congressi. Quando queste "funzioni" venissero scoperte verrebbero smantellate (regolamento del Movimento) o si smantellerebbero da sole. 
L'evoluzione del Movimento ha portato alla creazione di un nuovo strumento e prassi di codecisione democratica, Rousseau, la piattaforma internet che permette agli iscritti di proporre leggi, di valutarle con l'aiuto di competenze esterne al Movimento e infine di votarle per poi diventare se approvate dagli iscritti una proposta di legge presentata dai gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Stessa cosa per le proposte di legge di iniziativa dei Parlamentari: gli iscritti le valutano, propongono emendamenti, modifiche e le votano. Stessa cosa per i programmi di politica nazionale e per le candidature.




lunedì 3 aprile 2017

trispi tavuluni e lapa

I muratori finivano il lavoro ed arrivava il momento di fare i conti. Tanto per sabbia, tanto per cemento, tanto per blocchi, tanto per il lavoro, totale 500 Euro. Più trispi, tavuluni e lapa, 100 euro, totale 600.
Fino a 500 tutto chiaro, perché stava nel preventivo fatto e giurato sui 450. Ma insomma chi caspitina ci vuoi fare se un sacco di cemento era aumentato di prezzo, ed erano occorsi una decina di blocchi in più? Cose normali che succedono, 450 o 500 siamo lì.
Però nel preventivo del mastro di trispi (cavalletti) di tavuluni (assi in legno per ponteggi) e lapa (motoveicolo a 3 ruote, Ape) non c'era traccia, neanche a parole era fatto cenno e solo i più avveduti e pratici della materia ne erano a conoscenza, tu no.
E quindi pagavi 600 perchè il mastro ti spiegava che era la prassi, l'uso.
Ora 'sta faccenda delle bollette della spazzatura a Piazza Armerina somiglia tanto ai trispi-tavuluni-lapa. Perché il costo del servizio raccolta rifiuti è una cosa, ma le bollette richieste ai Piazzesi dal Mastro Comune un'altra. 
Infatti il servizio costa 2.750.000 Euro all'anno però il Comune stacca bollette per 3.800.000, con una differenza in più di 1.050.000. 
Ci vogliamo mettere qualche blocco e sacco di cemento imprevisto? E mettiamocelo. Facciamo che il costo del servizio sia 3.450.000 Euro. 
Allora, ricapitolando, con calma:
3.800.000 (la richiesta) - 3.450.000 (il costo) = Superchiano 350.000 Euro all'anno.
'Sta storia va avanti dal 2014, da quando u mastru Comuni nel fare il preventivo disse che ci volevano più di 4.300.000 Euro per il 2014.
A cunti fatti superchiano dal 2014 ad ora la bellezza di 1.906.419,03 Euro. 
Ma a che serve tutto questo superchio?
Serve per trispi, tavuluni e lapa.
Segue comunicato 5 stelle

martedì 21 marzo 2017

i conti della serva

Nel triennio 2014, 2015 e 2016, il Comune di Piazza Armerina ha mandato bollette ai contribuenti per il servizio raccolta rifiuti per euro 
4.306.419,03 Euro, nel 2014 + 
3.800.000,00 Euro, nel 2015 + 
3.800.000,00 Euro, nel 2016 =
11.906.419,03 Euro in totale

Invece il costo del servizio raccolta rifiuti a Piazza Armerina (nel 2013, 2014, 2015 e 2016) è stato intorno a 3.450.000 euro l'anno. Quindi arrotondando ed abbondando per eccesso 3.450.000 x 310.350.000 per il triennio 2014, 2015, 2016 


La legge prevede che la tassa è costituita dal solo costo del servizio e che va suddiviso tra i contribuenti in ragione dei metri quadrati dei locali, e del numero dei suoi occupanti, della tipologia di attività economica.
Quindi, c'è un sovraccosto di: 
11.906.419,03 (bollette da pagare nel 2014 + 2015 + 2016)                     -
10.350.000,00 (costo del servizio raccolta rifiuti nel 2014 + 2015 + 2016) =
  1.556.419.03 Euro che non rientrano nel costo del servizio di raccolta rifiuti.
Se l'insieme delle bollette è maggiorato ingiustamente,  allora ogni bolletta è maggiorata ingiustamente. Questa maggiorazione che non è prevista dalla legge è del 15% su ogni bolletta

Il servizio raccolta rifiuti a Piazza Armerina costa ad ogni contribuente il 15% in più.
Se la riscossione coattiva verrà attivata, dunque saranno letteralmente confiscati ai cittadini proprietà e denaro.
A questa conclusione si è giunti nel Meetup Grilli Armerini (Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina) dopo lo studio di atti e dati pubblici riportati integralmente in un documento di 480 pagine (1). Per consultarlo  questo è il link: Dossier rifiuti Piazza Armerina. Consigliabile aprire il documento dal PC se non si dispone di un cellulare capace di scaricare 27,6 MB.







(1) Si riporta la parte iniziale del documento

DOSSIER RIFIUTI PIAZZA ARMERINA
Come si calcolano le bollette delle spazzatura e come si riscuotono.
Documenti raccolti dal Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina per
spiegare ai cittadini perché l’amministrazione comunale vuole
“privatizzare” la riscossione dei tributi.
Incontro tenutosi in data 18 marzo 2017 presso l’Hotel Villa Romana

2
La gestione dei rifiuti è un problema enorme che affligge cittadini ed
istituzioni. In Sicilia la questione è particolarmente allarmante per il
fallimento del sistema degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali).
Piazza Armerina, nel 2014, ha abbandonato Enna ed è passata a
Caltanissetta iniziando l’avventura della differenziata con la gestione del
servizio alla società Tekra srl.
L’amministrazione comunale riscontra difficoltà negli incassi delle bollette
ed ha già deciso di affidare il servizio di riscossione ad un privato il quale,
naturalmente, penserà solo ad incassare, anche pignorando le case, e
senza considerare la condizione sociale ed economica del cittadino.
Il Movimento 5 Stelle non è d’accordo e ritiene la scelta scellerata ed
inopportuna.
Il Sindaco ed i suoi funzionari sostengono che è una scelta obbligata in
quanto il 50% dei piazzesi non paga questa tassa e che la riscossione
affidata ad Equitalia non ha dato risultati.
Prima bugia. Il servizio non è mai stato affidato ad Equitalia (Riscossione
Sicilia) e nessuno ha mai ricevuto una cartella di spazzatura dall’esattore
perché il Comune ha cercato di riscuotere direttamente il dovuto.
Comunque è la terza volta che provano a dare il servizio all’esterno. Ci
avevano tentato anche senza le difficoltà finanziarie di cui parlano oggi.
La prima volta, Delibera G.C. del 05/11/2013, n. 194, lo hanno dato ad
una società di Catania, Studi e Servizi alle Imprese S.r.l., senza nessuna
gara e ci furono proteste.
La seconda volta, Delibera G.C. del 21/04/2015, n. 65, hanno aderito ad
un accordo con altri comuni del messinese che stranamente utilizzavano
la società prima menzionata per riscuotere i tributi!

3
La terza volta, Delibera G.C. del 08/03/2017, n. 40, sempre senza passare
dal Consiglio Comunale, hanno dato mandato al responsabile del servizio
di fare una gara.
Come si dice: non c’è due senza tre ed il quattro viene da se!
Seconda bugia. Non è vero che il 50% dei piazzesi non paga la tassa. Se si
confrontano gli incassi coi pagamenti reali il sistema è coperto al 76%.
Se si confrontano le bollette emesse con gli incassi le cifre calano di
molto, ma siamo sicuri che le bollette emesse sono giuste?

Fonte SIOPE
Anno Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani
- TARES riscosse mediante ruoli +
Tassa smaltimento rifiuti solidiurbani
- TARES riscosse attraverso altre
forme + TARI riscossa mediante ruoli
+ TARI riscossa attraverso altre
forme
Contratti di servizio per smaltimento
rifiuti
2013 2.633.412,99                                                                                                                3.505.544,69
2014 2.097.211,29                                                                                                                3.032.465,32
2015 2.928.300,25                                                                                                                3.475.815,98
2016 2.676.059,69                                                                                                                3.599.111,53

Totale Piazza 10.334.984,22                                                                                             13.612.937,52
                                                         Tasso di copertura 76%
I dati sono pubblici e si possono ricavare dalle informazioni della Banca
d’Italia al sito internet www.siope.it (a proposito, il Sindaco afferma che il
Siope non è attendibile, ma dimentica che ogni volta che presenta il
rendiconto al Consiglio comunale allega proprio queste informazioni).
Noi riteniamo che i piazzesi, che sicuramente devono pagare le tasse, non
si meritano una tribolazione perché stanno tenendo in piedi il Comune
pagando il massimo delle tasse possibili con le leggi attuali. Semmai,
pretendono dei risparmi di spesa ed una maggiore pulizia della città.

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Addirittura proprio per la spazzatura, Delibera G.C. del 07/06/2011, n.
130, negli anni 2011 e 2012, hanno pagato il doppio dell’addizionale
sull’energia elettrica. Poi la tassa è stata abolita, ma la Regione manda i
soldi per compensare il vuoto. Ci chiediamo se tali soldi sono usati per la
spazzatura o per altro! Se è cosi non si finirà mai di pagare le tasse su case
ormai vuote e tutte in vendita.
A quanto ammonta questa tassa e come si calcola il dovuto?
La legge dice che il costo del servizio rifiuti deve essere coperto
integralmente, cioè la tassa che pagano i cittadini deve essere in grado di
coprire tutte le spese.
La tassa, per le famiglie, è proporzionata ai mq dell’abitazione ed al
numero dei componenti che vi abitano; per le imprese, invece, dipende
dal tipo di attività e dai coefficienti medi di rifiuti prodotti (carrozzieri,
pasticceri, fornai, alberghi, ecc.).
Il calcolo è un po’ complicato, ma non è difficile!
Il primo passaggio è quello di sapere che tipo di servizio vuoi. Anche noi
quando chiamiamo qualcuno per fare le pulizie paghiamo ad ore e a
seconda del lavoro che si svolge. Lo stesso è la spazzatura, se vuoi che la
raccolta avvenga ogni tre ore basta pagare!
La comunità potrebbe anche decidere di raccogliere una volta a settimana
e tenersi la spazzatura a casa e risparmiare, per questo il costo del
servizio non è fisso, ma varia ogni anno a seconda di quello che vuoi fare.
Allo stato attuale noi abbiamo un contratto con la Tekra Srl, Delibera G.C.
del 12/12/2014, n. 231, che prevede i seguenti servizi ai costi indicati:

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Riepilogo dei costi e dei servizi resi dalla Tekra Srl

Il contratto è stato sottoscritto in data 3 novembre 2014 e fu fatto per 6
mesi, poi è stato prorogato, ma il costo per anno è, includendo l’Iva e
arrotontando per eccesso, di circa 2.800.000,00 di cui, nota curiosa,
46.200,00 euro circa, per sacchetti di plastica e 60.000.00 euro circa, per
extra costo a causa della inadeguatezza del C.C.R., cioè del Centro
Comunale di Raccolta della Bellia.

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A queste spese bisogna aggiungere le altre che non vanno all’impresa,
ma che dipendono dalle tasse di conferimento in discarica, dai trasporti
non inclusi nell’appalto, dagli investimenti ed altro che il Comune
vuole realizzare. Tali costi sembrano girare intorno a 500.000,00 mila
euro l’anno (valore stimato) e dunque il totale del costo del servizio da
ripartire tra gli utenti appare realistico ed abbondante intorno ad
euro 3.450.000,00 per anno.
Nel triennio dal 2014 al 2016, il Comune ha mandato bollette per euro
11.906.419,03 (4.306.419,03 nel 2014 + 3.800.000,00 nel 2015 +
3.800.000,00 nel 2016) e ci sembra che circolano più bollette che soldi!
Se le bollette sono quasi 12 milioni euro e ci togliamo le spese di
10.350.000,00 euro (3.450.000 x 3) avanza almeno un milione e mezzo
che dovrebbero essere pagati senza capire il perché.
Il Comune in verità ha avuto un solo documento che descrivesse il costo
del servizio da ripartire tra i cittadini, parliamo del piano economico
e finanziario redatto da EnnaEuno Spa (Delibera C.C. del
30/09/2014, n. 77). Il documento è stato ritenuto inattendibile dal
responsabile del servizio di allora e, a memoria d’uomo, mai sono stati
pagati in questa città 4.306.419,03 di spazzatura!
Quel piano fasullo ha condizionato anche gli anni a venire e ci è stato
fatto credere che i costi diminuivano per via della differenziata, cosi
siamo passati da un piano di oltre 4 milioni ad un piano di 3 milioni e otto.
In verità nessuno ha mai fatto un piano serio ed attendibile perché il
gestore, che dovrebbe farlo per legge, non lo ha mai predisposto e forse
non ha interesse a farlo. Il Comune ha dovuto sostituirsi al gestore ed ha
inserito numeri che non si capiscono.
Com’è possibile che il piano del 2015, Delibera G.C. del 27/07/2015, n.
116, di euro 4 milioni e rotti, è stato bocciato con delibera del C.C. del
29/07/2015, n.49, e poi approvato, Delibera C.C. del 30/09/2015, n. 55,

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per 3.800.000,00? Ma se è stato approvato per 3 milioni e 800 mila
perché le entrate sono registrate per 4 milioni e rotti1?
Noi attivisti del Movimento del 5 Stelle diciamo che prima di giudicare il
debitore, cioè il cittadino piazzese, bisogna che il creditore si passi la
mano sulla coscienza e metta le dita sulla calcolatrice. Facciamo i conti
insieme alla città, chiari e trasparenti, e poi pensiamo a riscuotere.
Inutile dire che la Corte dei Conti ci sta col “morso sulla nuca” e bisogna
incassare. Incassare cosa? Soldi che non spettano? Qual'è stato il risultato
di tutta l'attività di cui il Sindaco scrive nella Relazione del 24.3.2015?
Non si può dire sono tutti evasori quando 2 x 2 fa 5!
Nel corso dell’incontro è stato anche detto che il piano è oneroso perché
il Comune si sta caricando il C.C.R per evitare di pagare “l’ecotassa” di
5.000,00 euro al mese!
In realtà stiamo pagando un extra costo di 60 mila euro l’anno perché
manca il C.C.R. Comunque, per la cronaca, stiamo anche pagando 46
mila euro di sacchetti l’anno!
Togliamo i sacchetti che sembrano veramente inutili e l’extra costo
si riduce a 14.000,00 euro l’anno. In questo modo con 140.000,00
euro riusciremo a pagare 10 anni di extra costo e non “caricheremo”
sui cittadini, 646.000,47 di euro per il rifacimento del Centro, Delibera
G.C. del 29/12/2016, n. 233. Inoltre, non si capisce perché l’opera in un
primo momento costava 150.000,00 euro, poi 200.000,00, ed infine più
di tre volte tanto!
Se proprio non se ne può fare a meno, facciamolo nuovo con 189.415,61
euro come fa il comune di Castellaneta che ha 17.216 abitanti2, oppure
1http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/certificati/index/codice_ente/5190280140/cod/4/anno/2015/md/0/co
d_modello/CCOU/tipo_modello/U/cod_quadro/02
2 http://castellaneta.gov.it/bandi-di-gara/item/6574-lavori-di-realizzazione-del-centro-comunale-di-raccoltadifferenziata-
rifiuti-c-c-r

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con 148.153,15 euro come fa il comune di Alezio 3, in provincia di Lecce,
che di abitanti ne ha 5.722, oppure, se proprio ci vogliamo allargare, ne
spendiamo 271.000,00 come fa il comune di Fasano 4, che di abitanti ne
ha 39.780.
L’operazione C.C.R. è importante, ma non giustifica il ricorso all’esattore
e tutta la premura della Delibera G.C. del 29/12/2016, n. 233, visto che
quanto dichiarato nel documento non corrisponde con gli altri atti del
Comune. O le carte sono inutili ed allora scriviamo quello che vogliamo,
o le carte servono a qualcosa e le scriviamo secondo le regole. Le regole
se valgono, valgono per tutti: cittadini ed Istituzioni.
Infatti, non si comprende perché si possono impegnare più di 300.000,00
euro nell’anno 2016 per il C.C.R., quando il piano triennale delle opere
pubbliche, approvato con Delibera del C.C. del 28/04/2016, n. 39,
prevede per l’opera, n. 96 dell’elenco, solo 200.000,00 euro e solo per
l’anno 2016. Come è possibile che altri 376.000,00 euro sono impegnati
nell’anno 2017 quando ancora, sia il piano triennale, sia il bilancio
devono essere approvati e nei documenti precedenti non c’è traccia
di queste spese?
Insomma, abbiamo qualche perplessità e sarebbe giusto che tutto venisse
spiegato alla città in modo chiaro e trasparente. Solo questo può
attribuire autorevolezza e consentire di parlare nel nome del pubblico
interesse.
Piazza Armerina 21 marzo 2015
3 http://www.comune.alezio.le.it/documenti/atti/bandi-gara/01_Bando_lavori_CCR.pdf
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https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjYibrE4OPSAh
WG1xQKHQ4PCFcQFggaMAA&url=http%3A%2F%2Ffasano.etrasparenza.it%2Fmoduli%2FdownloadFile.php%3Ffile%3
Doggetto_gare_atti%2F132831132052O__OBando%2Bdi%2Bgara%2BCCR.pdf&usg=AFQjCNHBGpkwJb7gxXJ2QUBJsXWg0gQDw&
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