domenica 26 maggio 2019

I Piazzesi hanno già dato

Nessuno può dire che i Cittadini di Piazza Armerina (come la stragrande maggioranza dei cittadini italiani) non pagano le tasse destinate al loro Comune. E' una bugia.
Il grafico a sinistra mostra che nel Comune di Piazza Armerina nel 2010 si pagavano al Comune 3.346.561 Euro e nel 2018 se ne sono pagate 7.079.526, più del doppio. Senza considerare l'anno boom del 2015 quando l'incasso fu di 8.115.961. 

Nel frattempo il numero delle dichiarazioni dei redditi è diminuito, ci sono  stati cioè un minor numero di contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi passando dal 61% al 55 % della popolazione dal 2007 al 2016 e la città è diventata più anziana con una popolazione che vede crescere (dal 2010 al 2018) dal 17,5% al 21,5% i cittadini over 65 e calare dal 16,4% al 12,8% i cittadini under 14. 

Ci sono  praticamente grosso modo un quinto di over 65 in più e un quarto di under 14 in meno. In appena 8 anni trascorsi. Le famiglie infatti si sono ridotte come numero di componenti oltre che per la migrazione reale non registrata dall'anagrafe anche per questo motivo arrivando nel 2018 ad una media di 2,2 componenti per nucleo familiare.


Se qualcuno pensa che costringendo con le cattive a pagare una città stremata che ha raddoppiato i suoi sforzi tributari in pochi anni risolleverà la città, sta facendo lo stesso ragionamento di quel tale che sta in piedi dentro un secchio e tenta di sollevarsi tirando il manico.

A naso ci saranno un migliaio di case e terreni in vendita da anni. E se sono ancora in vendita è perchè nessuno compra pur essendo i loro prezzi sempre più bassi. E, sempre a naso, andare a chiedere a una città (che ha già dato) il prezzo della incompetenza degli amministratori (politici e burocrati e organi di controllo esterni) è troppo. 



venerdì 10 maggio 2019

Dissesto e Miracoli

Comune di Piazza Armerina oltre 21 mila abitanti secondo l'anagrafe, 15/18 mila nella realtà, conti del Comune con 7 milioni di Euro di disavanzo per "illegittima espansione della capacità di spesa". Significa che il Comune ha speso più di quel che aveva realmente. E per spendere quel che non aveva si è indebitato con le banche (anticipazioni della Tesoreria), ha usato fondi vincolati per altri scopi e altro ancora...
Questa illegittima azione non è stata fatta dai cittadini Piazzesi ma, negli anni, dai loro rappresentanti al Comune, sotto l'occhio poco o niente vigile di chi invece avrebbe dovuto controllare, sia negli uffici, sia nelle commissioni, sia negli organi di controllo esterni.
Adesso ci sono solo quattro alternative possibili
1) dichiarare il dissesto
2) un piano di riequilibrio per 4-10 anni, se ce ne sono le condizioni
3) scioglimento e commissariamento o per incapacità di gestire i servizi essenziali  o per mancata approvazione del bilancio nei termini
4) un miracolo, importante però.

Il Comune si sta orientando per un piano di riequilibrio che in sintesi significa:
a) Il comune sarà soggetto a controlli centrali (perchè fidarsi è bene ma ...)

b) dovrà assicurare la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto

c) il Comune sarà soggetto al controllo sulle  dotazioni  organiche del personale e  sulle assunzioni di personale (non può  esserci aumento del personale  per  la  durata  del   piano  di riequilibrio).

d) dovrà stralciare i crediti inesigibili o di dubbia esigibilità

e) ripristinare i fondi  delle entrate con vincolo di destinazione

f) rigorosa revisione della spesa nonché una verifica e relativa valutazione dei  costi  di  tutti  i  servizi erogati dall'ente (significa tagli di spesa, per il sociale, cultura, ecc., in concreto si vedrà in seguito)

g) se farà ricorso a fondi Statali per il riequilibrio (anticipazioni dello Stato da restituire) allora dovrà effettuare una  riduzione delle spese di personale (niente premi nello stipendio); ridurre di almeno  il 10% le spese per acquisti di beni e prestazioni di servizi; blocco dell'indebitamento

Ma se il disavanzo è il frutto di una attività illegittima, come dice la Corte dei Conti, e se ci fosse da pagare od avere meno servizi perché dovrebbero "farla pagare" ai Piazzesi?

sabato 13 aprile 2019

I Lamenti di Pasqua, Sicilia

L'origine dei Lamenti Pasquali ancora diffusi in alcune zone della  Sicilia e in poche parti d'Italia risale con molta probabilità alla musica medievale siciliana, composta tra il 1100 ed il 1160 al tempo dei Re Normanni.

Poche pergamene (tre) custodite presso la Biblioteca di Madrid e di provenienza Siciliana, forse due di esse copiate  per la Cappella Reale di Palermo tra il 1100 ed il 1140, contengono testi e musiche (con notazione) a scopo liturgico religioso o politico (cerimoniale). Il terzo manoscritto del 1160 dovrebbe essere invece riferibile alla Cattedrale di Catania per solo scopo liturgico.

Rispetto alla musica Gregoriana sono una vera rivoluzione musicale per quei tempi (un po' come ascoltare i Beatles dopo Claudio Villa e Orietta Berti). I manoscritti infatti contengono i primi (o tra i primi) canti polifonici di cui si abbia estesa  traccia scritta, parliamo di circa 200 brani. E polifonici sono i Lamenti, a più voci.

A studiarli è stato David Hiley, musicologo inglese. Lo stile non è meditativo come nei canti Gregoriani e neppure sobrio, e contiene  influenze arabe e medio-orientali, già presenti al tempo nella cultura Siciliana. Una voce alta che si alterna o si accompagna a più voci basse.

Nel piccolo montaggio sonoro di uno dei brani  è possibile per chiunque abbia ascoltato i Lamenti Pasquali riconoscere quegli elementi inconfondibili che li caratterizzano senza bisogno di spiegazioni.







giovedì 14 marzo 2019

Mai sfottere un potente di Enna

Al Grande Emiro di Palermo arriva una strana lettera. E' il 986 D.C., gli scrive l'Emiro di Enna che gli dice che vuole andarsene da Enna, vuole essere sostituito e mandato altrove a governare e se del caso anche non governare più da nessuna parte.

Il motivo- gli dice- è che in Città non ha più autorità. I suoi ordini non vengono eseguiti e neppure i suoi castighi vengono espiati. Non solo, aggiunge che lo sfottono per strada, la gente non lo saluta e lo guarda storto. E gli cantano delle canzoncine, dei cori di sfottò, persino i ragazzini oltre agli adulti. Non è decoroso, sostiene.

Non ti muovere da lì, gli risponde il Grande Emiro responsabile di tutta la Sicilia. Cosa credi che non sfottano anche me? Non dar peso alla cosa, fai il sordo, fingi di non sentire. Non posso sostituirti, sei una brava persona, su di te niente da dire, nessuno si è mai lamentato del modo in cui governi la città di Enna. E poi se io ti sostituissi passerebbe il messaggio che basta una canzone per far cadere un governo, e la cosa avrebbe grandi ripercussioni ed epigoni dappertutto. E anzi fai una cosa, cerca di capire meglio da dove partono queste diffamazioni, queste ingiurie, e nel frattempo resisti e fai punire dal Kadì chi ti disubbidisce.

La risposta dell'emiro Ennese è: guarda che qui la cosa sta peggiorando, ci sono riunioni segrete dei Grandi di Enna e gran parte del popolo è con loro.  Ti obbedisco e resto dove sono ma se io dovessi far dare castigo a qualcuno, o non sarei obbedito o se il castigo fosse dato ci sarebbe una ribellione popolare e non avrei scampo. Ma poco mi importerebbe della mia vita, il male peggiore sarebbe la fine dell'autorità su una delle città più grandi della Sicilia. La gente si ribellerebbe a causa mia. Io non faccio troppo caso ai cori di sfottò che cantano contro di me, mi preoccupo del fatto che nessuno ubbidisce più. Quindi ti imploro di sostituirmi, così la gente si calmerà e non scoppieranno rivolte.

E il Grande Emiro gli risponde che ha sottoposto per una seconda volta la faccenda al gran Consiglio, lì a Palermo. La decisione è questa, insieme a questa lettera ti mando 5000 soldati, chiunque non ti ubbidisca fallo passare per le armi. Continua le tue indagini su chi alimenta questo sentimento di indipendenza dai tuoi ordini, fallo catturare e mandalo qui a Palermo. Inoltre in caso di ribellione ricorda agli Ennesi che tutta la città verrà incendiata. Fai leggere questa lettera in pubblico.

Che succede con la lettura in pubblico delle tremende parole del Grande Emiro?  E in quale luogo pubblico viene letta? [Io che traggo ciò che scrivo dalla lettura dei documenti mi faccio l'idea razionale che il luogo migliore è la piazza innanzi al Castello di Lombardia, ma nella testa mi balena l'idea di Piazza Vittorio Emanuele, lungo la Via Roma. Lì c'è un palazzo da dove molti emiri neo moderni si sono affacciati o hanno sbirciato dai vetri per controllare comizi e campagne elettorali. Ma la mia è una supposizione che si nutre di cattiveria, bonaria ovviamente].

Insomma il Muftì che legge la lettera in pubblico riferisce che i ricchi Ennesi presenti impallidiscono. E cominciano a cantare in privato.

In effetti non si tratta di umorismo,  ironia, sarcasmo più o meno innato tra gli Ennesi e i Siciliani in genere. Se nessuno, soprattutto se ricco, è vessato oltre misura, o privato di cose e libertà seppur limitate, perchè mai dovrebbe essere così protervo nell'accanirsi nel sarcasmo contro chi governa?

La faccenda è semplice. C'è un Emiro, quello di Milazzo, che vuole prendere il posto del suo collega Ennese. Ed è lui che organizza la campagna mediatica ma senza media contro l'Ennese suo pari. La campagna diffamatoria parte da lì, per suscitare i risentimenti popolari che porteranno alla destituzione con le buone o con le cattive dell'Emiro Ennese. [Questa la spiegazione ufficiale. Ma come fa ad essere certo che sarà proprio lui a sostituire l'Ennese? Non sarà che già ci sono enormi divisioni all'interno del mondo Arabo in Sicilia, che relativamente presto porteranno alla sconfitta, celate nell'epistolario ufficiale per dissimulare una verità scomoda di uno scontro tra bande rivali? Gli stessi documenti parlano di altri Emiri fatti fuori con cattive maniere. Altra cattiveria, non bonaria].

L'Emiro di Enna non ci crede, non crede al complotto politico.

Due del novero dei ricchi Ennesi mezz'ora  dopo la lettura pubblica vengono portati dal Muftì davanti all'Emiro a testimoniare. Giurano sulla loro testa che il complotto è partito dall'Emiro di Milazzo. In quei tempi la testa si perde con facilità per averci spergiurato sopra.

L'Emiro promette che non gli farà del male e li manda a Palermo scortati da 10 cavalieri.

Il super Emiro di Palermo appresa la cosa manda una lettera all'Emiro di Milazzo il cui tenore è all'incirca si prega la S. V. Ill.ma di recarsi a Palermo per comunicazioni che La riguardano.

E non appena l'infelice arriva a Palermo [magari pensando che è arrivata l'ora della sostituzione dell'Emiro Ennese] finisce ai ceppi e in cella.  Sarà  interrogato davanti al Gran Consiglio al completo. Confesserà, ammetterà e chiederà scusa perchè queste cose non si fanno [cercherà di salvare almeno la testa se non l'onore]. D'altra parte non ha scampo perchè ha inviato delle lettere ai due ricchi Ennesi, istigandoli alla congiura. Lettere che qualche giorno dopo saranno nelle mani del Gran Consiglio che lo interrogherà, lettere che i due ricchi Ennesi canterini faranno avere al Gran Consiglio.

E nel frattempo ad Enna l'Emiro ha la bella sorpresa di rivedere il sorriso ed il saluto dei suoi sudditi, con manifestazioni di allegrezza, finiscono i cori di sfottò [e suppongo gli spernacchiamenti così tanto meridionali taciuti per pudore dai documenti] e torna l'obbedienza.

Dopo l'interrogatorio dell'Emiro di Milazzo che ammette pure la paternità delle lettere, il Consiglio delibera il da farsi. Una lunga discussione. Non meriterebbe la morte, perchè non era in sé, tuttavia merita la morte perchè altrimenti ognuno che esce di senno farebbe uscire pazzi anche gli altri, rovinando il popolo. [La motivazione è un po' scarsa e contraddittoria ma è questa]. L'Emiro verrà decapitato davanti al Consiglio, il suo corpo spedito ad Enna e lì seppellito in una Moschea (ci mancherebbe). Ah, la testa, la testa messa pure nella cassa  spedita ad Enna ma per essere mostrata in pubblico al popolo Ennese, così, per non dimenticare.



Tratto da:Codice diplomatico di Sicilia sotto il Governo degli Arabi pubblicato per opera e studio di Alfonso Airoldi arcivescovo di Eraclea, giudice dell'apostolica legazione, e della regia monarchia nel Regno di Sicilia.


























mercoledì 13 marzo 2019

La peste a Piazza

E' l' 844 D.C., il Grande Emiro di Palermo viene informato da una lettera che un morbo pestilenziale sta colpendo Piazza (Blatea) e Caltagirone, mietendo ogni giorno numerosissime vite.

A scrivergli è un suo valoroso subordinato, lo stesso che più di un decennio prima ha conquistato in un paio di mesi  Riesi, Mazzarino, Piazza, Mirabella Imbaccari, Caltagirone, Mineo e Vizzini suscitando ammirazione anche tra gli alti comandi in Africa per le tattiche usate con le poche forze a disposizione.

Gli scrive anche che il morbo si sta estendendo e che i primi morti sono contati anche a Licata, città dove egli stesso si trova e lo avverte che bisogna immediatamente prendere provvedimenti altrimenti tutta la Sicilia sarà infetta.

Il Grande Emiro gli risponde e gli raccomanda innanzitutto di mettersi al sicuro e cambiare località se a Licata le cose dovessero peggiorare ma di non lasciare il territorio governato. Gli scrive di dare ordine agli abitanti delle zone infette di non lasciare le proprie città e di passare per le armi chiunque disubbidisca agli ordini. Aggiunge che i morti non andranno seppelliti ma bruciati e nel fuoco si dovrà mettere dello zolfo, per purificare l'aria. Infine gli fa sapere che sta per inviare 15 mila uomini per isolare le zone infette per formare un cordone sanitario che impedisca l'estensione del contagio alle parti della Sicilia non ancora contaminate.

Della pestilenza in corso il Grande Emiro di Palermo informa i suoi superiori in Africa. E' preoccupatissimo che la conquista dell'intera Sicilia possa essere compromessa dall'epidemia di peste.

6 / 12 mesi dopo, nell' 845 D.C., il governatore di Piazza comunica al Grande Emiro di Palermo che le morti per peste sono cessate a Piazza e Caltagirone. Gli dice anche che oltre a bruciare i morti con lo zolfo ha fatto bruciare lo zolfo in città in continuazione. Ha contato i morti, solo a Caltagirone e Piazza ci sono stati 17 mila morti.

In totale i morti contati saranno 28 mila tra Piazza, Caltagirone ed il resto del distretto, compresa Licata.
Durante l'epidemia l'Emiro di Licata ha lasciato la città ed è andato in una località ad 8 miglia di distanza da Piazza.



Tratto da:Codice diplomatico di Sicilia sotto il Governo degli Arabi pubblicato per opera e studio di Alfonso Airoldi arcivescovo di Eraclea, giudice dell'apostolica legazione, e della regia monarchia nel Regno di Sicilia. Tomo primo.






lunedì 4 marzo 2019

Gli Arabi conquistano Piazza Armerina

La città di Blatea è abitata da gente Siciliana e gente Greca, siamo nell'anno 216 dell'Era di Maometto, grosso modo nella primavera dell'831 D.C.
Da Mazzarino qualche giorno prima conquistata dagli Arabi continua la spedizione militare per occupare la Sicilia, si circonda la Città di Piazza Armerina per assediarla.

I responsabili militari hanno avuto qualche perplessità prima di decidere se assaltarla direttamente o  assediarla e costringere alla resa la gente Greca che è dichiaratamente nemica degli Arabi.

L'idea che prevale è quella dell'assedio, per due ragioni: 1) la città di Blatea è assai grande ed ha un grande castello, l'assalto di un castello così ampio provocherebbe molte perdite agli Arabi che non hanno uno schieramento abbastanza grande e non hanno rinforzi in arrivo a breve; 2) la gente Siciliana di Blatea dovrà per forza di cose occuparsi dei lavori ai suoi terreni agricoli perchè le scorte alimentari dell'anno precedente sono finite, sará dunque costretta a lavorare i campi ed a mietere il raccolto. Se non potrà farlo perchè impedita dall'assedio, si rivolterà contro la gente Greca che resiste e che è nemica degli Arabi.

Il piano è quindi di sabotare tutti gli acquedotti che portano l'acqua in città ed impedire alla gente  di Blatea di andare verso i campi seminati, di non ucciderla, ma di catturarla e portarla davanti al comandante.

Gli Arabi si accampano a tre miglia dalla città di Blatea, si riposano e il giorno successivo circondano la Città disponendosi ad un quarto d'ora di cammino da essa.

Due giorni dopo vengono catturate 7 persone di Blatea che tentano di raggiungere i campi seminati. Il comandante Arabo li interroga ed ottiene da loro informazioni sulla quantità di gente Greca presente a Blatea. Li rilascia dopo aver dato loro da mangiare e non averli in alcun modo maltrattati. Affida loro un messaggio da riferire alla gente Siciliana: gli Arabi non hanno nessuna intenzione di nuocere alla gente Siciliana e la gente Siciliana sarà consolata per quello che patisce.

All'alba del giorno successivo si presentano più di 300 abitanti di Blatea davanti al comandante Arabo. Vengono a riferire che vogliono ubbidire agli Arabi e non alla gente Greca.

Il comandante Arabo ribadisce che non torcerà loro un capello e che li lascerà proprietari di tutti i loro beni: i terreni, le case, il bestiame, la loro roba ed oltre a questo verranno remunerati. A questo punto i 300 di Blatea dicono di voler parlare con gli eminenti uomini di Blatea (una specie di consiglio formato da 40 persone) di volere introdursi nel castello, fare strage della gente Greca e liberare il castello di Blatea. A cose fatte l'esercito Arabo potrà entrare nella città di Blatea senza perdite.

Il comando Arabo ordina di togliere l'assedio alla città e nella notte di due/tre giorni dopo il castello di Blatea è in mano alla gente Siciliana, tutta la gente Greca che vi era è stata uccisa. Ed il mattino seguente il Consiglio dei 40 eminenti della città e la popolazione di Blatea si reca festosamente dal comandante Arabo e lo accompagna in città insieme a tutto l'esercito.

Il comandante prende possesso del castello, si riposa, e fa il giro nella città di Blatea. La trova molto bella e ricca di alberi.

Tutta la roba dei Greci uccisi viene divisa a metà, una metà ai 40 Consiglieri di Blatea, l'altra metà agli Arabi. Si trovò molto oro ed argento, che venne trattenuto dagli Arabi, e molto rame che fu diviso tra Arabi e gli abitanti di Blatea.  Il comandante diede ordine di riparare i danni al castello di Blatea.

Tratto da:Codice diplomatico di Sicilia sotto il governo degli arabi pubblicato per opera e studio di Alfonso Airoldi arcivescovo di Eraclea, giudice dell'apostolica legazione, e della regia monarchia nel Regno di Sicilia. Tomo primo.











venerdì 25 gennaio 2019

Francia vs Italia

Altra bomba nei rapporti tra Francia e Italia. Uno dei fondatori delle Brigate Rosse ricevette nel 2001 uno dei più grandi riconoscimenti della Repubblica Francese.

Corrado Simioni nel 1970 partecipò insieme a Renato Curcio e Alberto Franceschini al convegno di fondazione delle Brigate Rosse in un albergo sulle colline di Reggio Emilia.

Corrado Simioni lavorava per una fondazione, l'Abbé Pierre, la cui missione era quella di trovare alloggi per i vari "rivoluzionari" del mondo, si occupava, in altre parole, plausibilmente della logistica dei vari movimenti ed organizzazioni anche terroristiche e lo faceva da oltre 34 anni prima del 2001. Il suo coinvolgimento con le Brigate Rosse dunque era noto.

Il costante impegno in questo genere di attività gli venne riconosciuto dalla Repubblica Francese che lo insigní del titolo di Cavaliere della Repubblica Francese, uno tra i più alti titoli.

A rivelare lo sconcertante "dettaglio"  (che è contenuto in un documento pubblico) è uno dei leader più noti dei movimenti Africani che si battono da decenni per la liberazione dell'Africa dal neo-colonialismo occidentale, Mohamed Konare.







sabato 29 dicembre 2018

Anno Nuovo Universo Nuovo

Giuseppe Dibitetto
Ma quale esplosione primordiale, l'Universo nel quale abitiamo è una bolla: pianeti, stelle, galassie, buchi neri, energia e persino la forza di gravità, stanno confinati ai bordi di questa bolla. Ed è una bolla che si espande. E' arrivata l'ultima teoria sull'Universo, puntuale come San Silvestro. Il Big Bang dunque si butta via dalla finestra quantica il 31.

Inoltre secondo Giuseppe Dibitetto assistant professor in fisica teorica all’ università di Uppsala,  dove lavorano anche gli altri quattro autori dello studio, questa bolla al suo interno ha un altro Universo a 5 dimensioni. Una cosa complicata troppo complicata da capire per comuni mortali. L'Universo non sarebbe l'unico ma ne possono esistere altri, altre bolle.

In breve se prima eravamo figli di una gran rottura di palla primordiale, il Big Bang, ora siamo figli di un gran gonfiamento di palle primordiali. Per la serie Dio si annoia. 

Dovrebbero pure andare buttate a fine anno la teoria dell'Universo che si riaccartoccia una volta che si è espanso e la teoria dell'Universo oscillante, che una volta si espande e una volta si riaccartoccia.

altri studi del Ricercatore
Giuseppe Dibitetto


Per sapere se la teoria funziona bisognerà attendere (come per ciascuna delle altre teorie fisiche) delle conferme . Quelle che riguardano questa nuova teoria dovrebbero arrivare  dalle osservazioni sulle onde gravitazionali. Che in questo gonfiamento di palle sarebbero deviate in un certo modo.  Onde deviate.

Per chi vuole rovinarsi le feste ecco il link

https://arxiv.org/abs/1807.01570


domenica 18 novembre 2018

Il cemento più forte del mondo? Quello dei Romani

Resiste da 2000 anni persino quando è immerso nel mare. È il cemento degli antichi Romani, fatto con ceneri vulcaniche e calce.

Un cemento che più passa il tempo e più diventa forte, roccioso. Niente a che vedere con il moderno cemento che nel giro di qualche decennio degrada e poi si sgretola.



Perché?

A scoprire il segreto sono stati i ricercatori americani dell'Università dello Utah che nel Luglio del 2017 hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche  su una importante rivista scientifica di mineralogia.

Le ceneri vulcaniche abbondanti in Italia contengono elementi chimici rari (Phillipsite, Al-Tobermoriteche si "alimentano" con l'acqua salmastra, cristallizzandosi e riparando continuamente le micro fessure del cemento. In pratica il cemento diventa piano piano col passare del tempo una roccia.

E a volere essere completi e un po' narciso-patriottici, dobbiamo pure dirci che anche la calce idraulica dei Romani, utilizzata per le cisterne di acqua dolce, resiste ancora oggi, due millenni dopo.



Insomma, la tecnologia degli antichi Romani in materia di costruzioni, risulta essere più efficiente di quella odierna.

I ricercatori americani sostengono senza sbilanciarsi troppo che questa scoperta può avere importanti applicazioni pratiche per opere in mare molto importanti.

Sbilanciandoci un po' potremmo però ipotizzare che la scoperta potrebbe avere importanti applicazioni anche nell'industria italiana che produce cemento e nell'edilizia comune.

venerdì 7 settembre 2018

Svista e sconsiderata

Il Comune di Piazza Armerina è praticamente in dissesto. Non è una sorpresa, da anni se ne è parlato su questo blog. Purtroppo a far finta di non averlo capito sono stati coloro che avevano il dovere di saperlo e di farlo sapere.

Adesso lo sappiamo ufficialmente con tanto di documento firmato dal quale si apprendono nuovi dettagli inquietanti sulla tenuta della contabilità pubblica del Comune di Piazza Armerina.

Parliamo secondo me di veri e propri atti di fantasia creativa tipica degli artisti. In genere gli atti amministrativi contengono delle espressioni tipiche come visto l'articolo 3 della legge bla bla bla considerato che bla bla bla, sì delibera quanto segue bla bla bla.  Da quello che si legge nel documento pare che un bel gruppo di articoli di leggi sulla contabilità non siano stati visti per niente, né siano stati considerati atti, documenti e circostanze di fatto. Svista e sconsiderata avrebbe dovuto essere la formula amministrativa di un bel mucchietto di atti.

Roba che forse potrebbe interessare perlomeno la magistratura contabile, si vedrà.

Il lunghissimo documento di 64 pagine tuttavia mostra una via d'uscita, difficile e dolorosa, ma nello scenario implicitamente ipotizzato che le cose rimangano come sono per quanto riguarda capacità contributiva dei cittadini, trasferimenti da Stato e Regione, altri Enti. La via d'uscita suggerita è innanzitutto rendere veritieri i conti eliminando milioni di Euro di entrate che non entreranno verosimilmente mai nelle casse del Comune. A quel punto l'equilibrio (imposto dalle leggi) tra le entrate previste vere e le uscite vere dovrebbe diventare raggiungibile con un corposo taglio alle spese da distribuire in 5 anni.

L'ipotesi di base del documento però potrebbe rivelarsi ottimistica e mandare all'aria l'effetto delle correzioni proposte.

Per esemplificare, l'emigrazione da questa città continuerà o si fermerà? La povertà diffusa in città aumenterà, diminuirà o rimarrà stabile? Il valore fiscale degli immobili posseduti dai cittadini resterà stabile? E il mercato immobiliare che fine farà? Tutti questi fattori sono influenti sulla capacità contributiva della cittadinanza, perché con più poveri, più disoccupati, meno contribuenti fisicamente presenti si riducono inevitabilmente le entrate tributarie del Comune ma non le spese.

mercoledì 5 settembre 2018

la razza superiore

80 anni fa vennero introdotte in Italia le leggi razziali. Furono precedute da un giuramento collettivo di 1200 professori universitari di fedeltà alla patria fascista e da un documento scritto da 10 docenti universitari italiani considerati tra i più preparati che dichiarava l'esistenza della razza italiana e la sua superiorità sulla razza ebraica.

Non c'era nulla di scientifico in quelle dichiarazioni, la comunità scientifica internazionale le confutava  ma il fatto che tali asserzioni diffuse con risalto dai giornali, dalla radio e dal cinema provenissero da persone rivestite di autorità scientifica e medica convinse molti italiani ad accettare anche attivamente la persecuzione degli ebrei in tutta Italia.

Fu il primo significativo esempio in Italia di manipolazione delle informazioni per scopi politici eseguita dallo Stato, come già accadeva in paesi europei e non europei secondo quanto ha magistralmente spiegato Noam Chomsky.

Fu anche una "anticipazione" dell'esperimento di Milgram del 1961 sul conflitto tra l'obbedienza all' Autorità e i valori etici del singolo individuo.

Quanti si prestarono come scienziati a questa vergognosa manipolazione non furono meno responsabili di coloro che poi successivamente diedero corso al razzismo di Stato, eseguito da apparati dello Stato, Magistratura, Forze dell'ordine e Forze Armate. Davvero una delle pagine più brutte della storia italiana.





mercoledì 22 agosto 2018

mercoledì 27 giugno 2018

Magica Morgantina

Un filo tra passato e presente, una comunità capace di far rivivere una antica città, Morgantina. Ci riesce grazie  a tanto impegno, fondato sulla emozionalità degli abitanti di Aidone, il carburante di ogni iniziativa.

Con tanto lavoro tutto l'anno, tanto studio, tanta creatività, facendo rete con le giovani generazioni, realizzano una drammatizzazione collettiva ben curata nei dettagli, senza orologi ed occhiali per capirci, molto aderente alla verità storica. È stata inserita tra gli eventi culturali del 2018 promossi dal Ministero per i beni e le attività culturali. Si svolgerà il 5 ed il 6 agosto del 2018.

È possibile riflettere sulle tecnologie, la scienza, il pensiero, l'arte del mondo antico, che sono alla base della nostra cultura contemporanea.

Ogni anno è sempre diversa, rappresentando temi nuovi.

Poco a che vedere con la ingessata e stantia rievocazione storica di fantomatici ingressi del Conte Ruggero in fantomatiche città ricche di fantasiosi nobili cortei di ancor più fantasiosi ed improbabili aristocratici. E tuttavia oggetto di appassionati dibattiti e promesse elettorali.


lunedì 25 giugno 2018

Un sigaro spento incendia il ballottaggio a Piazza Armerina?

Le previsioni del ballottaggio sostanzialmente sono rispettate.
Astensione:
elettori al voto il 74,66%  del primo turno
previsione 76% del primo turno

Distribuzione voto secondo turno:
54,41 % Cammarata
45,59 % Di Carlo

previsione indice distribuzione
56,88 % Cammarata
44,11 % Di Carlo

Voti definitivi ballottaggio: Cammarata 4747, Di Carlo 3977, scarto 770 voti


Il calo degli elettori avrebbe dovuto favorire il candidato Di Carlo in una distribuzione normale statistico inferenziale ma così non è stato.

In un ballottaggio un voto dato ad uno equivale ad un voto dato in meno all'altro: se i votanti sono 100 e 50 votano per uno e 50 per l'altro lo scarto è di zero voti (50-50=0). Ma se un solo elettore dei 50 che ha votato per l'uno cambiasse voto e votasse per l'altro avremmo 49 per l'uno e 51 per l'altro con uno scarto di due voti (51-49 = 2). Quindi uno scarto di 770 voti corrisponde a un numero di 385 elettori. C'è  una concentrazione  di votanti (Kurtosi) su Cammarata ed una simmetrica dispersione su Di Carlo.


A 9000/10.000 votanti i due candidati erano in sostanziale equilibrio con una leggera prevalenza di Di Carlo verso i 9000 ma uno "spostamento" di 385 votanti (pari a uno scarto di 770 voti come spiegato sopra) non correlato alla distribuzione normale attesa  ( in senso statistico-probabilistica) pare "anomalo".


Cioè appare come una deviazione standard più legato ad una chiamata alle armi di uno o più gruppi politici (non certamente a liste data l'esiguità numerica) che alla prevedibilità statistica.

Tra questi gruppi ve ne sono due, uno il cui leader o co-leader ha dichiarato pubblicamente -tra un sigaro e l'altro- di avere orientato i suoi elettori verso il candidato Cammarata, oggi nuovo Sindaco di Piazza Armerina, l'altro (un ex sindaco) in un pubblico comizio ha fatto endorsement verso Di Carlo. Poco da un punto di vista numerico, troppo rispetto alle circostanze.

Niente di strano, i voti non sono di ugual peso, a determinate condizioni, come ha ben dimostrato Shapley.

Quindi 385 votanti hanno, secondo me, determinato il risultato, azzerando la differenza iniziale a vantaggio di Mauro Di Carlo e facendo partire la forbice di maggior consenso a favore di Nino Cammarata (il candidato sindaco elettoralmente più attrattivo) sin da subito.












                   
                   

giovedì 21 giugno 2018

Italiani preoccupati

La disoccupazione è uno degli interessi e preoccupazioni principali degli italiani. Si informano sui requisiti per percepire indennità, come fare domanda, a chi.

Al secondo posto la depressione, quali ne sono i sintomi, come curarla.

Seguono le bollette da pagare e da capire.

Infine gli immigrati. All'ultimo posto. Nonostante il bombardamento organizzato su media e social, agli italiani sostanzialmente non gliene frega niente.
Gli Italiani sono preoccupati invece molto di più della loro condizione economica e stato di salute che ne consegue, la depressione.

Il perbenismo frou frou tuttavia insiste nel cercare temi dove poter mostrare una nostalgica egemonia intellettuale. Persasi irrimediabilmente nei decenni passati.

Generalmente tale tipo di intellettuali perbenisti frou frou ha la pancia piena, non ha problemi di bollette. Quindi non capisce appieno di vivere in un mondo reale molto diverso da quello che idealizzano.

La gente comune invece sa e comprende in che razza di mondo è caduta negli ultimi decenni. Non sa darsi spiegazioni e vie d'uscita. A questo dovrebbero pensare di più gli intellettuali. Ma quelli perbenisti e frou frou hanno deciso di vivere nel passato spiegato bene nei libri che hanno letto. Molto più rassicurante così.

Fortunatamente, non tutti gli intellettuali sono perbenisti e non tutti gli intellettuali perbenisti sono frou frou.


domenica 17 giugno 2018

Ballottaggio 2018 a Piazza Armerina, previsioni.

La previsione non è fondata su argomenti politici, ma su calcoli matematici. Ho preso in considerazione lo scarto tra i voti di lista delle coalizioni e i voti al candidato Sindaco prendendo i dati ufficiali pubblicati dal sito della Regione Siciliana.

Ne viene fuori che uno dei due candidati Sindaco prende meno voti delle liste che lo sostengono, l'altro invece prende più voti delle liste che lo sostengono, quindi  prende voti da elettori di altre liste.

Ho chiamato questo rapporto tra voti sindaco / voti liste a sostegno, indice di attrattività-repulsione  che misura la capacità di un candidato di attrarre voti da elettori di liste che non lo sostengono o di perdere voti dagli elettori delle liste che lo sostengono.
    
                      Voti liste          Voti Sindaco
Cammarata    1624                   2016
Di Carlo           2865                   2693


Indice Attrattività - Repulsione Sindaco/Liste
Cammarata 1,24 (56,88%)
Di Carlo        0,94 (44,11%)
Totale indici 2,18 (  100  %)
Risparmio i calcoli ma il succo è questo: si dà per certo ed evidente che gli elettori che hanno già votato per i due candidati sindaco confermeranno il loro voto al ballottaggio, ma gli altri come si orienteranno? E' successa esattamente la stessa cosa  nel ballottaggio 2008 tra Mattia e Nigrelli (quando tutti davano vincente Mattia) e nel 2013 tra Miroddi e Prestifilippo quando gli addetti ai lavori davano vincente Prestifilippo.

A vincere in entrambi i casi è stato il candidato che ha sommato ai voti presi al primo turno quelli ottenuti grazie al suo indice di attrattività (indice maggiore di 1) e all' altrui indice di repulsione (indice minore di 1) o al minor indice di repulsione.
Con lo stesso metodo si riescono a prevedere anche i ballottaggi di altre città e negli ultimi 10 anni ha funzionato. Il metodo quindi è affidabile. 

Quello che il grafico mostra è che se l'astensionismo ( vedi nota in basso) al secondo turno (fisiologico direi) dovesse portare pochi elettori al voto favorirebbe il candidato che ha ottenuti più voti al primo turno. Il punto di equilibrio tra i due candidati è intorno ai 9500 elettori al secondo turno.

C'è un altro indice interessante ma non saprei sino a che punto influente. E' quello del numero complessivo di preferenze espresse per coalizioni. Un molto alto numero di preferenze sulle schede potrebbe indicare  una forma elevata di competizione tra gli stessi candidati consiglieri, realizzata attraverso accoppiamenti di nomi di candidati della stessa lista, in danno di altri. 
La media dei voti di preferenza per scheda è di circa 1,34 per le liste che sostengono Cammarata e di 1,43 per quelle di Di Carlo. La mediana di tutte le liste è  1,28. Su 8 gruppi di liste al primo turno quello di Di Carlo presenta il valore maggiore tra tutte.

Una previsione fatta su basi matematiche da sola non dà certezze ma solo buone probabilità. Rimangono imponderati altri fattori.


Nota: nel 2013 al ballottaggio andarono il 76 % degli elettori del primo turno. Gli elettori al primo turno nel 2018 sono stati 12246. Se andassero a votare al secondo turno nella stessa misura percentuale del 76% del 2013 sarebbero 9300.



martedì 6 marzo 2018

un web analyst ma cos'è?

Scritto il 2 Marzo del 2018.
Questa la situazione in Sicilia a 48 ore dal voto.

Gli elettori si stanno interessando in maniera massiccia al movimento 5 stelle, chiedendo informazioni sul web su come si vota e su programmi e candidati 5 Stelle. Se questa tendenza continuerà anche nelle prossime 48 ore  con un profilo di curva ad iperbole, allora l'interesse per il MoVimento 5 Stelle si tradurrà anche in una massa di voti. Tanti ma proprio tanti voti.

La tendenza è molto accentuata nelle regioni del Sud Italia, meno accentuata al centro nord. Nel video fuori onda  che sta spopolando sui social dove Fitto, Meloni e Salvini parlano del crollo del partito democratico e dei "grilli" che volano al sud con la possibilità del "cappotto" a danno del centrodestra al Sud nei collegi uninominali, troviamo la conferma degli "addetti ai lavori" del quadro che viene fuori dall'analisi dei dati web.

Addetti ai lavori che hanno a disposizione sondaggi elettorali riservati. Se tutto ciò che si prevede in queste ore si avverasse, lo scenario politico italiano cambierebbe radicalmente.

Questo è un esempio di cosa può fare un web analyst, che incrocia dati del web e statistica inferenziale.

Pensavo fosse un passatempo che pratico da anni ma è una nuova professione del terzo millennio.
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lunedì 1 gennaio 2018

Quando si dice il destino

Va di moda parlare male dell'Amministrazione del Comune di Piazza Armerina. Lo fanno persino gli stessi che ne hanno fatto attivamente parte. Si scoprono intollerabili difetti caratteriali del Sindaco, dopo quasi 5 anni. 

Se tali difetti fossero veri significherebbe che non te ne sei accorto per 5 anni e allora non sei uno sveglio. Oppure lo sapevi. E allora fai la figura di un ipocrita. 

Strano che in pochi si siano invece accorti che tutti i bilanci del quinquennio siano stati approvati con notevoli ritardi e in qualche caso con la presenza di un commissario col fucile a pallettoni  puntato marca “tutti-a-casa”. 

Sembra niente, ma quando il bilancio che dovresti avere a Gennaio ce l'hai a Luglio, Novembre o a Dicembre, ti manca lo strumento principale per amministrare. Navighi a vista, fai l'amministratore di condominio ma con sfavillante quanto inutile fascia tricolore. 
Non puoi programmare, non puoi progettare. Per questa ragione ti sei trovato persino in difficoltà per celebrare il rito del Palio dei Normanni e dei fuochi di Ferragosto che, se non ci fossero stati, pare avrebbero sollevato una rivolta popolare seguita da defenestrazione così violenta da fare impallidire il ricordo di quella del Castello di Praga del 1618, vicenda storica che per non voluta ironia è collegata all'imperatore Mattia (D'Asburgo). 

La coalizione di liste che vinse le amministrative del 2013 perse quasi subito il controllo della maggioranza del Consiglio Comunale. E tra dispetti e strategie politiche contrapposte, i bilanci nacquero con parto ritardato e spesso a causa di questo con lesioni cerebrali evidenti.

Insomma pare chiaro che sia stata preferita la poltrona all'esercizio pieno del potere di amministrare. Di fronte a uno scenario così, senza solide brigate in Consiglio, talvolta senza né brigate, né divisioni, né battaglioni, solo con pattuglie disperate, non potendo cavare che qualche piccolo ragnetto dal buco, una amministrazione avrebbe dovuto trarne le conseguenze politiche e rassegnare le dimissioni. E invece no. La poltrona è sembrata più comoda. 

Pur essendosi trasformata mese dopo mese in una poltrona chiodata, come quelle della Santa Inquisizione, per un' apparente forma di masochismo chi ci stava seduto continuava a starci. Eccome se ci stava. I chiodi erano acuminati sin dall'inizio, difficile pensare che negli ultimi mesi siano diventati più acuminati o i nobili deretani divenuti più sensibili, tanto da indurre lo scioglimento del matrimonio (politico).
Come in tutti i divorzi i coniugi si accusano a vicenda per le colpe e le responsabilità della rottura del matrimonio. E vi sono anche dei casi in cui lo scioglimento del matrimonio dipende dalle corna politiche. Cioè uno dei due tradisce l'altro, avendo da tempo una relazione elettorale con qualcun altro. Forse la spiegazione è tutta qui. 

In definitiva ci troviamo 5 anni sostanzialmente inutili sul piano della progettazione futura. La prossima amministrazione si troverà il deserto intorno a sé. Senza contare che i danni cerebrali dei bilanci approvati in precedenza avranno conseguenze anche in futuro quando si scoprirà che il lifting estremo a cui sono stati sottoposti ha -metaforicamente parlando- svuotato le casse comunali. Si perché forse per stabilizzare i precari si sono dovuti creare dei bilanci generosi ed ottimistici prevedendo fiumi e cascate di soldi in entrata al Comune. Senza tale previsione, quasi miracolistica, l'operazione stabilizzazione dei precari non si sarebbe potuta fare. 

Insomma, tra muri di contenimento crollati, frane sulle strade che portano alla Villa Romana del Casale, perdita del contributo sugli incassi dei biglietti della predetta Villa, perdita della maggioranza in Consiglio, privatizzazioni del Cimitero fallite, sembrerebbe che il quinquennio sia stato dominato dalla componente nota ai tempi nostri col nome di sfiga, altrimenti detta sfortuna nel politically correct, ma un tempo detta destino. Ricordo che l'Odissea ha queste parole: incolperà l'uom dunque sempre gli Dèi? Quando a se stesso i mali fabbrica, de' suoi mali a noi dà carco, e la stoltezza sua chiama destino.


giovedì 21 dicembre 2017

giovedì 14 dicembre 2017

inciucio Armerino

Si stampano bollini blu da mettere sui candidati come se i candidati alle prossime amministrative comunali fossero banane. Un nobile gesto disinteressato e generoso per aiutare gli elettori -considerati praticamente come dei semirincoglioniti- a scegliere il candidato migliore. E come farebbero sennò?

Ma nel frattempo gli inciuci elettorali sono già stati sperimentati  senza che stampa e stampelle locali ne abbiano dato notizia o sollevato il problema neppure sotto forma di dubbio. Neppure sui social gli acutissimi commentatori e postatori  di faccende politiche ne hanno parlato. In genere sono correlati con il mondo politico, il loro silenzio ha il senso della connivenza se non del carbone bagnato.

E così a Piazza Armerina (e non solo, ma il focus di questo post è sulla Città dei Mosaici) è accaduto che oltre un migliaio di voti è transitato dalle liste del centro-destra a quelle del centro-sinistra confluendo in massima parte sulla lista del PD.
A rivelarcelo sono i numeri che impietosamente la statistica inferenziale (vedi tabella e grafici a fondo pagina del post linkato) senza guardare in faccia nessuno ci mette davanti agli occhi. Hai voglia a mettere il bollino blu su quello che ha l'aspetto ed il nauseante odore dell'inciucio politico.

Si scopre quindi che il successo di un candidato locale del PD è drogato da oltre 200 di voti provenienti dalla lista dei Fratelli d'Italia e oltre 600 provenienti dalla lista di Forza Italia, oltre ad altri voti di liste minori del centro-destra.

Mettiamola così, se un candidato locale fosse dotato di un tal fascino da risultare graditissimo agli elettori, disposti a stracciarsi le vesti e a genuflettersi di fronte a cotanta levatura, ci dovremmo aspettare che da ciascuna delle altre 11 liste in competizione dovrebbero staccarsi dei voti per convergere tutti insieme sullo strabiliante candidato locale. Ma se accade come è accaduto che a subire il fascino irresistibile del candidato siano soltanto le liste dei cosiddetti avversari di centro-destra, allora la cosa puzza. Significa che la banana è marcia ed il bollino blu non puoi metterlo.

L'inciucio non può che essere stato voluto, pianificato ed attuato da leader dei partiti di centro-destra e PD ed essendosi dispiegato in tutto il collegio con flussi invertiti ed alternati di voti è inevitabile pensare fondatamente anche ai soliti pezzi grossi del Collegio Elettorale di Enna.

Senza quel migliaio e passa di voti che hanno drogato il risultato elettorale in favore del candidato locale del Partito Democratico, il candidato locale più votato in questa città è stato quello del MoVimento 5 Stelle, nonostante gli remasse contro, senza esito e successo, qualche inutile scheggia  di sedicenti grillini e sefacenti saltafossi di professione ventennale.

Ora, quando ti capita di parlare con uno del PD, di Forza Italia o Fratelli d'Italia, in realtà con chi stai parlando? Chi è? E' uno che ha fatto parte di un a dir poco osceno accordo oppure è uno che ancora crede in certi valori politici, a torto o a ragione? Nel primo caso, cosa rappresenta se non una spudorata ricerca di poltrone per le prossime elezioni?

sabato 11 novembre 2017

il Partito Unico di Enna

Almeno tre pezzi di apparato di partito Ennesi hanno "spostato" il voto di gruppi di loro elettori su candidati altrui al solo (?) scopo di far perdere candidati del loro partito. Si tratta del Partito Democratico e di Forza Italia (e i loro alleati Fratelli d'Italia-Noi con Salvini). Il dato emerge chiaro dal conto dei voti.

Considerate che nella città di Enna almeno un terzo degli elettori di Forza Italia non ha votato per i candidati di Forza Italia (uno dei quali della stessa città).  Avevano la rogna quei candidati e gli Ennesi non li hanno votati? Strano, perchè a Leonforte la stessa lista (Forza Italia) ha preso in percentuale il doppio dei voti presi ad Enna e li ha presi con candidati che di Leonforte non sono. 

A Piazza Armerina oltre metà dei voti di Forza Italia  sono invece andati verso un candidato del Partito Democratico, non sono andati cioè ai candidati di Forza Italia. Stessa cosa è accaduta per i Fratelli d'Italia-Noi con Salvini.  Continuando l'osservazione si scopre che il "fenomeno migratorio" riguarda la gran parte dei Comuni del collegio elettorale, con Comuni dove il Partito Democratico perde anche due terzi dei voti in favore di altri candidati, estranei al Partito Democratico.
Non si tratta di masse enormi di voti, in ciascun Comune si resta infatti nell'ordine misurabile in diverse decine o centinaia (oltre il migliaio solo in un paio di casi) a seconda della dimensione del Comune.

Sembra di essere tornati agli anni ruggenti della vecchia politica quando 3-4 persone decidevano consociativamente chi doveva essere deputato, chi senatore, chi presidente della provincia, parlamentare regionale, sindaco, chi amministratore di enti provinciali, ecc. La "cupola" politica insomma che sembrava essersi disfatta ci sarebbe ancora. 

Pesa per una semplicissima ragione: la gente non va a votare in numero sufficiente. Certamente ha le sue ottime motivazioni, altrettanto certamente chi non va a votare non appartiene ad apparati di partito. Però questo smarcarsi dal sistema fa pesare di più i pacchetti di voto di vario genere. 

Se l'affluenza alle urne fosse del 60/70 %, i portavoti di ogni genere e specie non potrebbero influire sull'esito del voto. Se nella pentola c'è troppo sale, devi aggiungere molta più acqua (elettori liberi). Se la pentola rimane piena a metà l'acqua sarà salatissima.

Ma più vedi all'opera portavoti di tal fatta (che in genere camminano nell'ombra, sottotraccia, non si espongono pubblicamente se non per proclamare il contrario di ciò che fanno in privato) e più ti viene da vomitare e meno propenso sei ad andare a votare. Un circolo vizioso.

Ci dobbiamo attendere pertanto che alle prossime elezioni politiche ed amministrative i due gruppi del Partito Unico si ricambieranno il favore e vedremo candidati degli uni sostenuti da gruppi di elettori degli altri.

Le caselle verdi indicano un aumento di voti superiore alla media del collegio di oltre il 20%.

Le caselle nere indicano invece un calo di voti superiore alla media del collegio di oltre il 20%.

La soglia del 20% è arbitraria e dovrebbe rappresentare un valore limite oltre il quale deve ravvisarsi una anomalia. 

L'indice di curtosi indica la "gobbosità" della distribuzione dei voti tra le liste. Più alto è l'indice e più la lista ha avuto delle impennate anomale (gobbe). Più basso è invece l'indice e più una lista si è appiattita di più sui valori medi generali (ha meno gobbe). Se l'indice è sotto lo zero l'appiattimento è maggiore ed altrettanto anomalo. Tutte le liste considerate nel loro insieme hanno avuto gobbe pari ad un indice 4, abbastanza elevato. 

Se zero in generale è l'indice di basso scarto (poche gobbe), nel caso concreto data la vivacità media di tutte le liste, pari a 4, l'indice "accettabile" di una singola lista dovrebbe essere intorno al 2, non troppo appiattita e non troppo gobba. 

L'indice di Pearson è "normale" (c'è correlazione) quando è uguale a 1 e non molto sotto. Indica se c'è o no correlazione tra i voti presi da una lista in ogni città e la distribuzione degli elettori in ogni città. Oscillazioni superiori con entrambi gli indici indicano forti anomalie nella distribuzione dei voti tra le liste, come nel caso della lista di Forza Italia e Fratelli d'Italia -Noi con Salvini.


La linea BLU se è vicina al bordo esterno è normale se vicina alla linea GIALLA è anormale
La linea ROSSA se è vicina alla linea GIALLA è normale se sotto lo 0 è anormale
La linea GIALLA è la percentuale dei voti alle liste
La lista 1 è ARCIPELAGO SICILIA, MOV. TERRITORI-MICARI
La lista 2 è ALTERNATIVA POPOLARE, CENTRISTI-MICARI
La lista 3 è CENTO PASSI PER LA SICILIA - FAVA 
La lista 4 è MOVIMENTO 5 STELLE
La lista 5 è PD - PARTITO DEMOCRATICO - MICARI 
La lista 6 è FORZA ITALIA, BERLUSCONI - MUSUMECI
La lista 7 è PDR - SICILIA FUTURA - PSI - MICARI 
La lista 8 è SICILIA VERA - LIBERTAS - RETE DEMOC - UN. DI CENTRO- MUSUMECI
La lista 9 è DIVENTERA' BELLISSIMA - PER LA SICILIA -MUSUMECI
La lista 10 è   SICILIANI LIBERI
La lista 11 è ALL. PER LA SIC. - FRAT. D'ITALIA ALL. NAZ. - NOI CON SALVINI-MUSUMECI
La lista 12 è IDEA SICILIA - POPOLARI E AUTONOMISTI - MUSUMECI 




Senza essere particolarmente esperti nell'argomento statistico, a prescindere cioè da indici e grafici, salta agli occhi dalla tabella il "flusso migratorio" dei voti dalle liste di Micari a quelle di Musumeci e viceversa a seconda delle città con più o meno di 5 mila votanti.
Anomalie più o meno grandi si riscontrano in tutte le liste e nella distribuzione dei voti di preferenza, come nell'ultimo grafico.

martedì 17 ottobre 2017

23 anni di regime

Il Parlamento italiano non rappresenta la Nazione dal 1994, dalla XIII Legislatura in poi. A dircelo è stata in modo soft la Corte Costituzionale per la prima volta nel 2014 e la seconda volta nel 2017.
Se gli elettori non possono esprimere le preferenze su una lista, o il rapporto tra i voti e gli eletti è distorto, il Parlamento che viene eletto non rappresenta la Nazione.

Nel 2014 ad essere bocciato non fu soltanto il porcellum con il suo abnorme premio di maggioranza (distorsione tra numero voti e numero eletti) ma anche la legge Mattarella per la mancanza di possibilità di esprimere preferenze (art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati, al fine di determinarne l’elezione). 

Nel 2017 è stato precisato dalla Corte (che ha bocciato la nuova legge elettorale, l'Italicum) che l'elezione in più collegi della stessa persona non può essere affidata alla discrezionalità  dell'eletto (decide di rinunciare in un dato collegio piuttosto che in un altro a sua scelta) ma occorre fissare dei criteri che diano valore o ai voti di preferenza ottenuti da chi è arrivato secondo oppure al voto dato alla lista laddove abbia ottenuto più voti. Il testo partorito prevede invece che il tizio pluri-candidato e pluri-eletto venga eletto dove la sua lista ha ottenuto meno voti... e chi viene eletto al suo posto venga eletto non in base alla preferenze ottenute ma in base alla sua posizione nella lista (chi risulta indicato più in alto nella lista ) perchè le preferenze non ci sono, non sono previste. 

La Corte aveva pure detto che in caso di liste senza voto di preferenza (cosiddette liste bloccate) il numero dei candidati da eleggere doveva essere talmente esiguo da essere simile all'uninominale (dove c'è solo un candidato per ciascuna lista). Il testo di legge partorito invece ne prevede sino a 4 di candidati e sfido chiunque a dire che 4 sia esiguo e simile a 1.

Quindi ricapitolando abbiamo avuto dal 1994 ad oggi un Parlamento che non rappresenta la Nazione, (perchè è distorto il rapporto numero dei voti con il numero eletti e non ci è stato permesso di esprimere preferenze) che sta adesso facendo una legge elettorale che distorce il rapporto voti/eletti e non ci consente di esprimere preferenze.

giovedì 5 ottobre 2017

sondaggi quantistici

SICILIA, SONDAGGI DEL 2012





         
Più ti avvicini a cose molto piccole e più involontariamente le modifichi e non le puoi misurare.
I fisici del '900 ci hanno insegnato così. Si chiama fisica quantistica. Pare che funzioni anche nei sondaggi elettorali in Sicilia, più i sondaggisti si avvicinano agli elettori per intervistarli per sapere chi vincerà le elezioni, più non riescono a misurare le intenzioni di voto degli elettori.
Accadde esattamente la stessa cosa nel 2012. I sondaggisti unanimi davano Musumeci in testa e Cancelleri tra gli ultimi e i media ne davano ampia, dettagliata e ghiotta notizia. I Cavalieri di Arcore e Catania gioivano, ululando e sbavando di piacere, suonando le trombe della Vittoria.
Come quei famosi pifferi che andarono per suonar e furono suonati, anche i Cavalieri andarono per trombar e furono trombati. Galeotto fu il sondaggio e chi lo scrisse: quel giorno ( ma anche prima) più non vi leggemmo avante.

Il sistema elettorale siciliano non rende la vita facile ai sondaggisti. I siciliani hanno un loro metodo in qualsiasi cosa, consideriamo che persino negli scacchi esiste la difesa siciliana con ben tre varianti, la stessa pasta con le sarde (piatto abbastanza comune nei Paesi del Mediterraneo) è solo pasta alla siciliana con almeno tre varianti contrapposte (Palermitana, Catanese e Trapanese) per non parlare di granita che secondo i siciliani o è siciliana oppure non è granita (la fanno identica a Tunisi ma l'orgoglio isolano non è capace di ammetterlo). Persino una parte della letteratura italiana moderna è classificata letteratura siciliana e non parliamo poi della stessa letteratura italiana che si apre (e ti pareva) con la scuola (poetica) siciliana.
Si capisce che il polentone incespica e si confonde nell'isola dell'originalità. Abituati agli errori dei polentoni dovremmo essere prudenti e non cadere pure noi nella trappola. Perché come è ovvio il siciliano non commette errori banali tuttalpiù, se mai errori fossero, sarebbero errori alla siciliana.

mercoledì 13 settembre 2017

il ritorno di zio Tanino

Vado a prenderlo in macchina all'aeroporto di Catania. Zio Tanino manca dalla Sicilia dagli anni '90, quando emigrò in America. Grandi abbracci e parole affettuose prima di metterci subito in macchina e ripartire. Parla l'anglo-siciliano ormai e mi dice ma quantu è bello this airport di Catania, io me lo ricordavo molto piccolo, yea a Sicilia è cangiata! Vero zio Tanì la Sicilia è cambiata. Vicino Dittaino mi chiede wath's that, chi è sta little town, piccola città? No zio Tanì è un grande centro commerciale. Yea a Sicilia è cangiata! Vero zio Tanino la Sicilia è cambiata. Ceniamo andiamo a dormire e il mattino dopo colazione si affaccia al balcone e dice ma questi sacchetti di plastica mb'nnuti , appesi, what are? E Why, pirchì tutta questa trash su i marciapiedi, munnizza capisci? Zio Tanino qua facciamo la raccolta differenziata, vengono a prendersi la spazzatura davanti la porta di casa. E non fa stink, puzza mi capisci? Zio Tanino che fa vogliamo fare una passeggiata? Oh yes volessi a rivedere le belle chiese di questa Città, u Purgatorio, San Martino, Sant'Andrìa. Zio Tanì le chiese sono chiuse non si possono visitare a meno che non c'è un funerale, una messa. Stu paese è cambiato. Senti Pinù, mi ha venuto sete che fa me lo dai un bicchiere d'acqua dal faucet, rubinetto mi capisci? Zio Tanì ma quale rubinetto, beviamo acqua minerale. Ma why, pirchì, l'acqua da Bellìa non è più good, buona? Zio Tanì non la beviamo più. E l'acqua da unna la pigghiate? Dalla diga zio. Well, allora ci sarà un vantaggio di business, vi costa di meno? Zio Tanì ci costa 10 volte di più. Ah ok vi prendete l'acqua dalla diga che is very lorda e la pagate 10 volte di più? Yea stu paisi è cangiato! Usciamo di casa, passeggiata lungo il viale. Senti Pinù, ma tutta sta erba nei giardinetti why non la tagghiano? E tutti sti bottles di birra vacanti? Pinù sta città è cangiata assai. Zio Tanì vero è. Ma cu è stu sinnacu? Tu lo conosci zio, era già sindaco ad Aidone all'incirca quando partisti. E assessuri e consiglieri? Zio, alcuni li conosci, sono parenti dei consiglieri e di sindaci che già c'erano quando partisti e subito dopo. E alla Regione ci sono le votazioni, cu c'è candidato? Zio Tanì c'è quello col pizzetto, c'era pure 25 anni fa, insieme a tanti altri che tu conoscevi, chi vuol fare il consigliere e chi l'assessore in tante liste. A Roma c'è ancora il Cavaliere, c'è pure quello con la barca e i baffetti di sinistra e tutti i democristiani sopravvissuti, pensa che De Mita è sindaco. Ma come, tutto cangiato e i politici no? I don't understand, non capisco. Mi ste sentennu male... portami o spitali. Allora sbrighiamoci zio Tanì che tra poco finisce che lo chiudono.

lunedì 4 settembre 2017

il segreto di Filosofiana

Questi sono i resti di una delle prime "chiese" cristiane che si trovano nel territorio di Mazzarino, in contrada Sofiana, ad un centinaio di metri dai resti del centro abitato di Filosofiana (Philosophiana). Gli studiosi la datano intorno al IV secolo D.C.

Inizialmente pare fosse solo una tomba di non si sa quale personaggio di rango.

La cosa curiosa è che il tempio/basilica sembra essere orientato geograficamente.

Con gli strumenti che la geo-localizzazione e mappatura satellitare mettono a disposizione è possibile verificare che l'orientamento di uno dei muri interni della Basilica di Filosofiana è di circa 100° verso sud est (quella linea gialla che si vede).

La misurazione fatta da chi come me non è un esperto presenta sicuramente degli errori.

Una misurazione fatta in loco dovrebbe essere più precisa.

Tuttavia, allungando la linea gialla orientata sui 100 gradi si vede che essa passa dal porto di Augusta e dall'Isola di Creta per raggiungere una zona che sta tra Gerusalemme e Nazaret, cioè porta in Terra Santa.

Al tempo (IV-VI secolo) le conoscenze geografiche e matematiche necessarie esistevano.

La cartografia non era precisa e neppure gli strumenti di misurazione. Tuttavia, proprio quello che sorprende in questo caso è la precisione.

E' tanto precisa da escludere una casualità nell'orientamento della Basilica di Filosofiana. E le stesse tombe che la contornano sono anch'esse orientate e parallele verso altra direzione... Il che confermerebbe un' intenzione di orientare... Ma questo è un altro segreto.

Congetture se ne possono fare tante. Anche quella che fosse un punto di riferimento per raggiungere i porti dai quali passare per un viaggio verso la Terra Santa, il luogo di origine della religione Cristiana.


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